La California preda del “Thomas fire”, il peggior incendio della sua storia (Video)

Sono ormai oltre due settimane che la forza dei venti continua ad alimentare quello che media e cittadini hanno ribattezzato epicamente il Thomas fire, l’incendio che ha colpito la California devastandone 1.106 chilometri quadrati di terreno a nord di Los Angeles soprattutto. Non per niente, il disastro di fuoco e fumo scoppiato lo scorso quattro dicembre nelle contee di Ventura e di Santa Barbara, è stato classificato come il peggiore nella storia dello stato americano.

California, imperversa ancora il Thomas fire

E dai media e dai soccorritori stessi, attivi ormai da settimane senza tregua e senza la possibilità di mollare anche un solo istante la presa contro la furia devastatrice del fuoco, si apprende che le fiamme, al momento, sarebbero state contenute solo al 65 per cento. Intanto, un pompiere è morto mentre era impegnato nello sforzo per lo spegnimento di un rogo e una donna di 70 anni in un incidente d’auto, mentre cercava di fuggire dalle fiamme. Certo, in queste due settimane di incessante e duro lavoro di pronto intervento, i quasi 6.500 vigili del fuoco impegnati sul campo a combattere gli incendi hanno ottenuto importanti progressi, ma il lavoro è ancora molto e – nonostante i venti che alimentano le fiamme – si spera in condizioni climatiche più favorevoli allo spegnimento dei tanti roghi che continuano a prendere piede e a minacciare altre zone. «Il clima sta per cambiare», ha spiegato ottimisticamente Daniel Berlant, portavoce dell’agenzia di prevenzione e di informazione californiana sugli incendi, Calfire, non prima di aver ricordato però che «dal 4 dicembre, il Thomas Fire ha già distrutto 1.100 chilometri quadrati: un’allerta rossa è stata dichiarata dal comitato di Santa Barbara, dove il servizio meteo nazionale ha registrato raffiche fino a 60 km/h».