Ius soli, il Senato “salva” il Pd: la legge slitta in fondo al calendario (video)

Il Pd assicura che sta continuando a cercare i voti per farlo approvare, ma lo Ius soli finisce in coda al calendario del Senato e tutto fa pensare che non ci saranno i tempi per arrivare al voto. Una situazione che, al di là di quello che viene dichiarato, potrebbe essere proprio quella auspicata da Renzi & co: in questo modo il Pd potrebbe rivendicare davanti all’elettorato più ideologizzato di essersi battuto con tutte le forze, senza però dover pagare nell’elettorato diffuso il prezzo di una legge fortemente invisa agli italiani.

«Non ci saranno i tempi per discuterlo»

È stata la conferenza dei capigruppo a porre la legge sulla cittadinanza in fondo al calendario dei lavori di Palazzo Madama. «Si è parlato dello Ius soli. C’è chi ha chiesto di calendarizzarlo immediatamente, la soluzione che si è trovata è di metterlo in calendario, ma si è sicuri che non ci saranno i tempi per discuterlo», ha riferito Gaetano Quagliariello di Idea, spiegando che per l’inizio dell’esame «non c’è una data e nel calendario ci sono il biotestamento e la riforma del Regolamento del Senato».

Il Pd cerca di salvare le apparenze

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha ribadito che lo Ius soli «lo dobbiamo fare a prescindere da Pisapia e dalle alleanze», mentre è stato il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, a sostenere che «per noi è un provvedimento molto importante. Stiamo continuando a costruire una maggioranza. Ci siamo molto vicini». Non è chiaro, però, da dove debbano arrivare questi voti, visto che anche il capogruppo del M5s, Giovanni Endrizzi, ha detto che «lo Ius soli non è una priorità per il Paese».

Il centrodestra non abbassa la guardia

Non si escludono, però, blitz dell’ultimo momento, come è stato, per esempio, sul biotestamento. E a farlo capire sono le parole di Matteo Salvini, che di fatto conferma che il centrodestra non abbassa la guardia: «Lo Ius soli non arriverà a essere discusso? Io sono come San Tommaso, finché non tocco non credo», ha detto il segretario della Lega.