Iraq, l’annuncio ufficiale: la guerra è finita, l’Is sconfitto, le milizie sciolte

Il potente leader sciita iracheno, Moqtada al-Sadr, ha deciso di sciogliere la sua milizia, le Brigate della Pace (Saraya al-Salam), ordinando ai suoi combattenti di consegnare le armi e i territori sotto il loro controllo al governo centrale di Baghdad. In un discorso trasmesso in tv, il religioso ha sostenuto che i suoi miliziani rimarranno dispiegati solamente a Samarra, città a nord della capitale, per difendere l’importante santuario sciita. La notizia dello scioglimento della milizia pro-Sadr segue di due giorni l’annuncio del primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, che ha dichiarato la “fine” della guerra contro il sedicente Stato islamico (Is) nel Paese.

L’annuncio ufficiale: la guerra è finita

Nelle scorse ore, infatti, come noto, il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, ha dichiarato la “fine della guerra contro Daesh“: un annuncio rilanciato, tra gli altri, anche da tv Sky News Arabia. Al-Abadi ha ufficializzato la conclusione del conflitto contro l’organizzazione jihadista, che tre anni fa lanciò un’offensiva conquistando ampie zone dell’Iraq occidentale e settentrionale, nel corso di una conferenza organizzata dal sindacato dei giornalisti iracheni. «Le nostre forze hanno il completo controllo della frontiera tra Iraq e Siria e quindi annuncio la fine della guerra contro Daesh», ha affermato il primo ministro.

Isis sconfitto e in fuga verso le zone montane

E la conferma è arrivata anche da parte dell’esercito iracheno che, in una nota delle forze armate di Baghdad, ha dichiarato che il Paese è stato «totalmente liberato» dal sedicente Stato islamico (Is). Lo scorso 17 novembre al-Abadi si era congratulato con le truppe per la liberazione di Rawa, località nella provincia occidentale dell’Anbar e ultima roccaforte dell’Is nel Paese. Allora il primo ministro aveva annunciato il prosieguo delle operazioni per riprendere il controllo di tutta la regione desertica dell’Iraq occidentale, al confine con la Siria. Conquista oggi portata a termine, con l’Isis in fuga disordinata sulle alture, verso le zone montane, e con l’accordo appena siglato tra Fds e esercito iracheno per il controllo e la sicurezza dei confini siro-iracheni.