Incide le sue iniziali sul fegato dei pazienti. Sospeso chirurgo britannico

E’ attesa per il prossimo 12 gennaio la sentenza sul caso del chirurgo britannico di 53 anni, Simon Bramhall, sotto processo per avere inciso le sue iniziali sul fegato di due pazienti, mentre eseguiva i trapianti. Il medico ha ammesso di aver commesso il fatto durante due operazioni avvenute il 9 febbraio e il 21 agosto 2013 nell’ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, ma si è dichiarato non colpevole delle accuse di aggressione e danno fisico. Infatti il chirurgo ha usato il gas  argon che viene utilizzato per fermare il sanguinamento del fegato e circoscrivere le parti del corpo da trattare e imprimendo le sue iniziali sugli organi dei pazienti non ne ha compromesso la funzionalità.

E’ stato un collega a denunciare l’anomalo comportamento del medico, che ha dato le dimissioni ammettendo il suoi operato non proprio protocollare.  “Stiamo parlando di persone, non di libri per gli autografi”, ha attaccato un’associazione in difesa dei due pazienti, appoggiata dal consiglio dei Medici, che ha condannato la sua azione poiché “rischia di screditare la professione”. Il chirurgo sotto accusa è attivo da oltre 10 anni e, solo qualche mese fa, i media avevano celebrato il suo trapianto numero quattromila.

Qualcuno però si è schierato a favore di Bramhall, ritenendo eccessiva l’ipotesi di impedirgli di esercitare, visto il contributo dato negli anni alla chirurgia. Nel 2010, infatti, i media avevano parlato di lui, dopo aver eseguito con successo un trapianto, utilizzando un fegato recuperato da un aereo che si era schiantato.