Il Senato piange Altero Matteoli: l’omaggio di tutte le forze politiche

«I fiori sul posto da lui occupato dimostrano che lui è e rimarrà ancora con noi». La voce commossa di Pietro Grasso ha esordito così nella commemorazione di Altero Matteoli. «Con lui – ha sottolineato il presidente del Senato – perdiamo, come unanimemente riconosciuto dagli amici ma anche dagli avversari, non solo un uomo politico di alto spessore ma anche un parlamentare leale, dal tratto affabile e cortese, che abbiamo avuto il privilegio di notare – almeno io personalmente, essendo questa la mia unica esperienza parlamentare – anche in questa legislatura. Tutte doti che gli hanno permesso, peraltro, di condurre in questi anni, con grande equilibrio ed autorevolezza, le sedute della Commissione lavori pubblici». L’assemblea, su invito del presidente, ha quindi osservato un minuto di silenzio.

Il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani ha speso «alcune parole più per l’amico Altero che per l’uomo delle istituzioni che in questa aula tutti hanno avuto modo di apprezzare». Il presidente dei senatori azzurri ha aggiunto con la voce rotta dalla commozione: «Il 18 dicembre ho perso un amico e un collega che stimavo, a cui ho voluto molto bene. Un uomo di cui ascoltavo consigli e con il quale mi sono sempre consultato prima di prendere decisioni politiche. Con Altero ho amato fare politica. Era capace di trasmettere la passione per la politica. Di Altero ho apprezzato la forza, ma anche la straordinaria capacità di mediazione. La politica italiana ha perso un uomo di grande e straordinaria esperienza, valore e qualità. Lascia un vuoto incolmabile».

Emozionato anche l’amico e collega di partito e militanza, Maurizio Gasparri: «Martedì ho fatto fatica anche a dare la notizia. Altero ha percorso una storia di cui tutti siamo orgogliosi. C’è un filo coerente. È stato l’unico che è stato ministro in tutti i governi Berlusconi. Non perché scalpitasse, ma perché la sua lealtà lo aveva visto sempre in prima fila. Abbiamo visto tanti colleghi d tutti gli schieramenti testimoniare partecipazione e cordoglio. Altero ha vissuto vicende anche amare, ma non ha perso il rispetto e la stima di nessuno. A conferma che l’esperienza e la saggezza contano più della foga rottamatrice. A chi ci considera una Casta, ricordo che Matteoli è morto da solo, guidando la sua macchina, come un comune militante non come un uomo della Casta».

Anche l’omaggio del ministro Graziano Del Rio è andato oltre le frasi di rito: «Era un uomo di destra, lontanissimo dalle mie idee. Ma sapeva essere parte senza essere di parte. Non era sordo alle ragioni degli avversari. Un elemento che dobbiamo conservare. È stato al ministero che adesso ho l’onore di presiedere, ha avuto un ruolo importantissimo per la Tav nonostante opposizioni feroci. Ha saputo dare vita a un piano casa rilevante, ha avuto una particolare attenzione agli enti locali. È stato sindaco di Orbetello e ha seguito gli interessi nazionali senza trascurare le realtà locali. Rinnovo il sincero cordoglio e l’invito a mantenere vivo il ricordo della sua azione.

Particolarmente toccante il ricordo di Luigi Zanda presidente dei senatori Pd: «Se potessi usare una sola parola e un solo aggettivo posso dire che era un uomo serio. Nonostante le distanze ci conoscevamo bene e ci stimavamo. Dicendo che era un uomo serio l’ho visto seguire le vicende della sua parte politica. Non ha mai tradito o rinnegato la sua storia. In tutte le varie fasi della destra e del centrodestra, Altero è rimasto sempre se stesso. Aveva un tratto tranquillo, talvolta burbero o severo. L’ho visto accendersi solo quando si entrava nel vivo del dibattito politico. Come se non volesse lasciare dubbi, per far capire da che parte stava. Il 2 aprile 2015 l’ho visto chiedere appassionatamente che il Senato lo privasse dello scudo dell’immunità. Dichiarava la sua innocenza, non voleva avvalersi dell’immunità parlamentare. Quel giorno ne ho ammirato dignità, compostezza e decoro istituzionale. Matteoli a testa alta quel giudizio lo chiedeva. Chiedeva di essere trattato come un comune cittadino. Mi pento di non averlo applaudito in quell’occasione. Lo faccio adesso, idealmente, a nome mio e del Partito democratico».

Asciutto e rispettoso l’omaggio del M5S, attraverso Vilma Moronese: «Le posizioni politiche ci hanno visto su fronti contrapposti. In qualità di presidente della Commissione Trasporti, Matteoli ha sempre rispettato tutti i componenti e tutte le forze politiche. A nome del M5S rinnovo le più sentite condoglianze alla famiglia».

Più personale il ricordo di Massimo Cervellini, Sinistra e libertà: «Senza alcuna retorica definisco straordinario l’assoluto rispetto delle prerogative di tutti che aveva Matteoli. Ad esempio, lui è stato un determinato sostenitore dell’autostrada tirrenica, io ne sono un fiero oppositore. Ma non ha mai esercitato arbitrariamente il suo ruolo. Una volta  disse ai colleghi senatori: “Avete sentito che bel discorso duro e bello del senatore Cervellini?” Mi fece capire come rispettasse e ascoltasse tutto quello che veniva detto dentro quest’aula. L’ho ricordato, perché era simbolo di un rigore della politica. Dello stile e dell’ascolto. Il rispetto delle idee dell’avversario avveniva come frutto della conoscenza e non di una battuta indovinata. E sì che non gli mancava l’ironia. Per questo porgo le più sincere condoglianze ai suoi cari, agli amici di vita e di partito e di chi ha avuto la fortuna di stare accanto ad Altero Matteoli».

Come ha ricordato Laura Bianconi (Api-Ncd) «Matteoli non è mai stato distante, anche quando abbiamo preso percorsi diversi. Era un uomo delle istituzioni. E non c’era mai nulla che trascendesse nell’offesa. E il 2 aprile 2015 è stato un gigante, ha dato la prova di essere un uomo di Stato. Nel momento in cui il Paese rischia di scivolare nel populismo e nell’intolleranza, le sue qualità sarebbero state preziose. Sono cattolica e so che Altero è già nel paradiso dei giusti».

Luigi D’Ambrosio Lettieri (GAL) ha ricordato come Altero se ne sia andato «lasciando un senso di profonda solitudine. Siamo stati tutti testimoni della qualità di Altero nella sobrietà espressa in modo straordinario. Nel linguaggio asciutto. Amava più ascoltare che parlare, dotato di equilibrio, pacatezza, di talento. Dotato di una profonda fede valoriale. Sono le doti che accompagnano un politico e ne fanno un uomo delle istituzioni che merita di essere ricordato. Dietro quello sguardo severo o burbero c’era di fatto la pacatezza del linguaggio e il volto che si illuminava ogni volta che si intratteneva a parlare fuori e dentro il Parlamento. Dopo Pinuccio Tatarella era il ministro dell’Armonia. Riconosceva alla politica il dialogo come condizione irrinunciabile per costruire un progetto, oltre le fazioni politiche. Aveva detto più volte: in politica nessuno vince mai completamente e nessuno perde mai completamente. Sapeva che in politica vincono il buon senso e l’equilibrio».

Ludovico Sonego (Mdp) ha espresso il personale cordoglio ricordando di averlo conosciuto tanti anni fa. «Pur partendo da posizioni politiche molto distanti, Matteoli da senatore e da ministro non ha mai fatto mancare lo spirito costituzionale del confronto anche su fronti opposti e divergenti. Matteoli è stato uomo delle istituzioni ed è stato un uomo della Repubblica. E per questo suo contributo all’Italia e alla democrazia italiana io credo che gli dobbiamo un grande riconoscimento.

Poche parole, ma particolarmente sentite anche dal senatore Luis Alberto Orellana (Gruppo Autonomie): «Ho potuto apprezzare le sua capacità di dialogo. Ricordo un collega capace di mediazione. Mi unisco al dolore dell’aula e della nazione per la perdita di una persona che rimpiangeremo tutti».

Lucio Barani ha preso la parola in rappresentanza di ALA e le sue non sono frasi di circostanza: «Caro Altero, Denis Verdini è distrutto dal dolore e non se la sente di parlare e spetta a me questo discorso che mai avrebbe voluto fare. Eri uno dei pochi politici con cui era un piacere parlare. Rieletto presidente della Commissione alla prima votazione. Per tutti eri la persona giusta al posto giusto. Eri un politico onesto e capace. Amavi la politica e non comprendevi la deriva populista e dell’improvvisazione. Eri accanto alla gente. Siamo orgogliosi di averti conosciuto e di esserti stati vicini e di aver condiviso con te tante battaglie»

Johnny Crosio (LEGA) ha ricordato «soprattutto un caro amico. Personalmente ho apprezzato il suo lavoro nel ruolo di ministro. Altero ha avuto il coraggio di sostenere opere infrastrutturali attese da oltre trent’anni. L’esempio di Altero è un insegnamento. La sua passione per la politica, per il governo, dei problemi delle comunità, piccole o grandi che fossero. In un momento in cui l’antipolitica è sempre più forte, l’esempio di Altero ci insegna che se vogliamo riconciliarci con il Paese la strada è questa».

Gaetano Quagliariello (Federazione delle Libertà) ha reso omaggio all’amico prima ancora che al politico. «Abbiamo perso un collega stimato e la politica ha perso un interprete appassionato e leale. Altero ha incarnato la politica nel suo significato più nobile. Altero è caduto da militante su quella strada maledetta. Dal Msi al centrodestra di governo è stato indiscusso protagonista, col suo tratto identitario e mediatore. Godeva del rispetto di tutti, amici e avversari. Nelle iniziative pubbliche ha consentito alla mia fondazione di collaborare con la sua. Altero ci mancherà, come ci mancherà la sua ironia».

Luigi Manconi (Pd) «Non avevo consuetudine per definirlo amico. Ho chiesto di parlare per ricordare due episodio della nostra pur esile relazione. Ma non sono dettagli, sono significativi della sua personalità. Il primo risale al 2006, quando nel luglio di quell’anno il Parlamento approvò l’indulto. Matteoli fu l’unico (in Alleanza nazionale ndr) a votare a favore di quel provvedimento. Solitario e fiero, ne rivendicò la saggezza nei mesi e negli anni successivi. In un’altra occasione mi sentì a Radio Radicale, dove facevo un elogio della militanza. Mi invitò a pranzo per parlarmi dell’orgoglio di quella generazione che aveva attaccato i manifesti sui muri. Manifestando comunanza per la politica come pienezza dell’agire umano. Vedeva la politica come qualcosa di terribilmente serio. In un tempo in cui si vede la politica così mortificata, quella di Matteoli è una lezione per tutti noi, al di là di ogni divergenza».

Renato Schifani (Forza Italia): «Altero ci mancherà come esempio di mediazione, di amore nei confronti della propria gente. È caduto lavorando sul territorio, girando nella sua terra. L’esempio che ci lascia è quello di passione, militanza e responsabilità. Altero è stato un uomo di destra che mancherà a tutti».