Il Senato approva la riforma fiscale di Trump, la più importante degli ultimi 30 anni

In queste ore di tensioni e fake news, allarmi e smentite, una certezza arriva dalla politica attiva, quella che al di là di allarmi e supposizioni “fanta-istituzionali” e para-mediatici: il Senato degli Stati Uniti ha approvato la riforma fiscale di Trump, quella più pervicacemente voluta e perseguita dal presidente americano. La più importante degli ultimi trent’anni. La proposta è passata con 51 voti a favore e 49 contrari.

La riforma fiscale di Trump: il Senato approva

L’unico repubblicano a votare contro la riforma da 1.500 miliardi di dollari è stato Bob Corker, presidente della commissione Esteri del Senato, da settimane ai ferri corti con Trump su una serie di questioni, dal taglio delle tasse – che per inciso con questa riforma fiscale interesserà positivamente imprese e famiglie – alla politica estera. Ma controversie interne a parte, il pacchetto approvato in queste ore dal Senato Usa farà davvero la differenza prevedendo, per esempio, all’interno del suo articolato pacchetto di interventi e modifiche, la più risolutiva riduzione della pressione fiscale sulle imprese dal 35 al 20%: una mossa che – secondo l’amministrazione, come in base a quanto riconosciuto anche da chi, pur volendo criticare apoditticamente, si è dovuto arrendere alla effettiva efficacia della riforma voluta da Trump – si tradurrà nella creazione di più posti di lavoro e nell’aumento degli investimenti negli Stati Uniti, fungendo da volano per imprese e lavoratori. Il pacchetto passato al Senato – che dopo le modifiche indirizzate a compattare il partito, dovrà essere ora armonizzato con quello approvato alla Camera il 16 novembre scorso – nella sua risoluzione finale è dunque, a detta di sostenitori e detrattori presidenziali, la più importante riforma fiscale varata negli Stati Uniti in tre decenni, oltre che uno dei successi legislativi più significativi ottenuti dal presidente in quasi 11 mesi di governo.