Il Senato approva la “manovra”. Ora finalmente gli italiani potranno votare

L’ultimo atto della legislatura è compiuto: il Senato ha infatti definitivamente approvato, con 140 sì e 94 no, la legge di bilancio. Tra le urne e i cittadini, a questo punto, c’è solo la decisione di Mattarella, attesa per il prossimo 28, di sciogliere il Parlamento per consentire finalmente agli italiani di votare e scegliere, Rosatellum bis permettendo, un governo espressione della volontà popolare Ed è questa l’unica soddisfazione. Per il resto, la manovra finanziaria appena licenziata si risolverà in un aggravamento del nostro deficit.

La legge di bilancio passa con 140 “sì” e 94 “no”

Il premier Paolo Gentiloni lo sa bene e cerca di ritagliarsi un momento di gloria facendo riferimento, in un tweet, ad «una spinta alla crescita» che neppure la propoaganda tipica di ogni vigilia elettorale riesce far digerire. La realtà, infatti, è ben diversa: la manovra doveva essere di mero contenimento e andava finalizzata ad impedire lo scatto dell’aumento dell’Iva come clausola di salvaguardia rispetto allo sforamento del deficit in rapporto al pil. La manovra, invece, è stata fatta a debito e lascerà un deficit enorme al governo che verrà costringendolo a partire, come ha puntualmente evidenziato il vicepresidente della commissione Bilancio Andrea Mandelli, di Forza Italia, in sede di dichiarazione di voto, «con l’handicap della pesante zavorra di 50 miliardi di clausole di salvaguardia». Per l’esponente “azzurro”, il governo è colpevole soprattutto di aver perso «il treno della favorevole congiuntura economica internazionale» per correre dietro a bonus e mancette elettorali.

Critiche alla manovra anche dal Pd

Ma voci critiche non mancano neanche nello stesso Pd. È il caso di Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria del Senato, che ha lamentato il fatto che la manovra appena varata non contenga una vera web tax, cioè un’imposta sui guadagni dei colossi della Rete. «La Camera – ha denunciato Mucchetti – ha snaturato la norma approvata all’unanimità dal Senato. E l’ha fatto con il parere favorevole del governo che in questo ha dimostrato una schizofrenia sorprendente ove si considerino le dichiarazioni ultime del premier e del ministro dell’Economia».