Il governo è già in campagna elettorale: rinnovato il contratto agli statali

Il tweet è addirittura pomposo, come sempre accade quando la ridondanza della forma deve annebbiare l’esilità della sostanza: «Ore 03:56. Dopo quasi 10 anni di blocco contrattuale, è stato appena firmato, con le organizzazioni sindacali, il primo nuovo contratto dei dipendenti delle PA». Firmato Marianna Madia, ministro della Funzione pubblica. Tanta solennità non stupisce: le elezioni politiche sono dietro l’angolo e il rinnovo del contratto degli statali è destinato ad essere solo uno delle mance elettorali che il governo elargirà nell’affannoso tentativo di risalire la china.

La Meloni: «La sinistra crede di poter comprare il voto degli italiani»

La coincidenza tra lo sblocco della decennale vertenza degli statali e l’appuntamento con le urne non è sfuggita a Giorgia Meloni: «Mi chiedo – ha polemicamente scritto in un post su Fb la leader di FdI –  se è normale che questo piccolo aumento arrivi casualmente in piena campagna elettorale? Come gli 80 euro sono arrivati casualmente durante le elezioni europee e il bonus diciottenni è arrivato durante il referendum costituzionale?”. “Veramente la sinistra crede di potersi comprare il voto degli italiani con le mance elettorali degne della peggiore politica? Fratelli d’Italia è un’altra cosa. Noi – ha conckuso la Meloni – preferiamo conquistarci la fiducia degli italiani con la nostra serietà e la nostra credibilità”. Nel merito, il contratto per gli statali per il triennio 2016-2018, che è stato sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Confsal, ma non da Usb, Cgs e Cisa, prevede un aumento medio mensile pari a regime a circa 85 euro lordi sullo stipendio base nonché incrementi dello stipendio base dai 63 ai 117 euro mensili lordi a regime. A questi va aggiunto un assegno per dieci mensilità, tra i 21 e i 25 euro, per le retribuzioni più basse mentre alcune amministrazioni potranno erogare un bonus supplementare. Il rinnovo, ovviamente, ha salvaguardato il bonus di 80 euro mentre su tutto il nuovo comparto delle funzioni centrali (ministeri, Epne e Agenzie fiscali), arriveranno gli arretrati del 2016 e 2017 e ripartirà la contrattazione per il trattamento accessorio.

Agli statali aumento lordo di 85 € per il triennio 2016-18

I sindacati sono soddisfatti anche perché l’intesa sancisce il ritorno alla contrattazione e aggiunge poteri a vantaggio delle Rsu, cioè le rappresentanze di base. Nei fatti, è un salto all’indietro che archivia definitivamente l’éra Renzi e la sua utopia di realizzare una sinistra più innovativa sotto il profilo delle relazioni sindacali e aziendali. La Cgil ha infatti tenuto ad evidenziare la conferma dell’esclusione del Jobs Act dal comparto statale, dove resta intatta la previsione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in materia di licenziamenti. Il nuovo contratto, infine, conferma le 36 ore per l’orario di lavoro e introduce una certa flessibilità di orario che risponde alle esigenze dei lavoratori, accrescendo allo stesso tempo la qualità dei servizi.