Il Congresso Usa: si potranno portare armi “non in vista” da Stato a Stato

La Camera dei rappresentanti Usa ha approvato una misura che permetterà a chi ha la licenza in uno Stato per avere armi “non in vista” di portarle in un altro Stato. Il “Concealed Carry Reciprocity Act”, passato con 231 voti favorevoli e 198 contrari, con sei democratici che hanno votato a favore e 14 repubblicani contro, è la prima misura pro armi, fortemente voluta dalla National Rifle Association, approvata dall’inizio della presidenza di Donald Trump. I democratici si oppongono fortemente perché affermano che così si sottrae ai singoli Stati la possibilità vietare o regolamentare secondo propri standard le “concealed weapons”, cioè le armi non in vista, imponendo quindi una sorta di permesso nazionale. “Questa è una legge orribile – ha dichiarato Jerrold Nadler deputato di New York – usa il potere del governo federale per importare una legge da uno Stato all’altro, in modo che a New York dovrà riconoscere i permessi approvati in Texas, anche se non vi sono standard di nessun tipo”. Per il repubblicano autore del progetto di legge, Richard Hudson, questa misura, invece, protegge ” i 15 milioni di persone che hanno il permesso per portare armi non in vista e che ogni giorno rischiano di diventare dei criminali per attraversano un confine tra gli Stati non visibile”. Durissimo il giudizio di Gabby Gifford, la democratica che rimase gravemente ferita in una sparatoria nel 2011 in cui morirono sei persone: “A poca distanza da due dei peggiori massacri di massa del nostro Paese – riferendosi a quello di Las Vegas e della chiesa in Texas – il Congresso prende ordini dalla lobby delle armi e approva una legge che annulla le leggi di singoli stati. Questi politici stanno barattando la vostra sicurezza con i finanziamenti politici della lobby per le armi”.