Igor, il primo interrogatorio mentre è caccia ai complici: 10 nomi nel mirino

Igor, il primo interrogatorio in carcere in Spagna non sarà certo l’evento chiarificatore per gli inquirenti al lavoro sul caso dello spietato killer di Budrio, né per quelli spagnoli, né per quelli italiani. Ci si aspetta di più, semmai, dall’analisi dei cellulari, dei computer del tablet e delle chiavette Usb, sequestrati al latitante serbo durante la sua cattura, avvenuta come noto venerdì scorso nelle campagne dell’Andorra dopo un conflitto a fuoco nel corso del quale sono morte tre persone, un agricoltore che aveva messo gli agenti sulle tracce dell’assassino e due militari della Guardia Civil.

Igor, il primo interrogatorio oggi in Spagna

E mentre Nobert Feher arriva al tribunale di Alcaniz per il suo primo interrogatorio formale, gli inquirenti continuano a lavorare sulla ricostruzione degli spostamenti e delle complicità: una mappa che segnalerebbe almeno una decina di nomi nel mirino degli investigatori. Si cerca chi lo ha aiutato a fuggire dall’Italia, di ridisegnare spostamenti, trasferimenti, viaggi e rifugi a cui è ricorso il fuggitivo in questi mesi di serrata caccia all’uomo internazionale, e saranno i cellulari e i computer a parlare, a permettere di mappare, zona per zona, il lungo percorso del killer tra rapine efferate e sconfinamenti misteriori. Ma, soprattutto, i dispositivi elettronici, sequestrati a Nobert Feher subito dopo l’arresto, saranno fondamentali per ricostruire la rete dei suoi contatti e rivelare i nomi dei complici che lo hanno aiutato a diventare un fantasma pronto ad agire nel buio per mesi. A quanto trapela, sembra che nel mirino della procura di Bologna figurino già una decina di nomi.

Igor, caccia ai complici: 10 nomi nel mirino

Finora, da quanto trapela da fonti investigative, Igor il russo, che non si chiama Igor ma Norbert, che non è russo ma serbo, è stato muto, chiuso in un impenetrabile silenzio. Per questo oggi, che per la prima volta siederà di fronte a un giudice spagnolo, non ci si aspetta che parli e racconti gli ultimi 8 mesi da fuggiasco vissuti tra l’Italia e la Spagna mentre anche l’Interpol lo cercava e gli agenti e i corpi speciali di mezzo mondo lo braccavano. Semmai qualche informazione potrà arrivare, oltre che dai dispositivi elettronici che gli sono stati sequestrati, anche dalle 4 pistole che il killer di Budrio aveva con sé, una delle quali, si sospetta, potrebbe essere la stessa che ha ucciso in Italia. Intanto, in attesa di un’estradizione che sembra allontanarsi ogni giorno di più, la procura di Bologna ha già chiesto l’acquisizione di tutti i documenti e degli interrogatori: la magistratura spagnola, però, sembra decisamente intenzionata a processare Igor in Spagna.