Guardia Costiera, operazione “dirty market”: controlli e sequestri per un cenone sicuro

Non sono solo i botti ad impensierire le forze dell’ordine a tutti i livelli e a diversi gradi: la sicurezza deve essere garantita anche a tavola, e per il cenone di fine anno in rischi in agguato sono sempre tanti e di elevata entità. Così, dal mare fino alla tavola dei consumatori, la Guardia Costiera – interfaccia periferica, operativa e amministrativa del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – alle prese con l’operazione “dirty market” ha intensificato i controlli delle ultime ore sul pesce in particolare, e suglialimenti in generale: la “mission” in gioco è garantire al consumatore finale un prodotto tracciabile e di qualità, premiando il lavoro degli onesti professionisti del settore che adempiono agli obblighi di legge, e tutelando al contempo, in difesa dell’ambiente, le specie ittiche sottoposte a particolare protezione e l’intero ecosistema marino e costiero.

Guardia Costiera, sequestri dalla Liguria a Bari

L’operazione, disposta a livello nazionale dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera, è stata attuata capillarmente dai 15 Comandi Regionali Marittimi. Tra le operazioni più rilevanti, quelle messe a segno in questi giorni dal Comando Regionale della Liguria, che hanno portato ad effettuare oltre 900 controlli e al sequestro complessivo di circa 23 tonnellate di prodotto ittico. Nell’ambito di tali attività, è stato eseguito il sequestro di circa 600 kg di molluschi bivalvi e altre specie ittiche di provenienza asiatica, importati illegalmente in Italia e pronti per essere immessi sul mercato locale a danno all’ignaro consumatore finale. Non solo: a Bari, per esempio, la Guardia Costiera ha sequestrato 2,5 tonnellate di prodotti ittici di dubbia provenienza, parte delle quali è stata rinvenuta in pessimo stato di conservazione, all’interno di un centro di stoccaggio abusivo, nonché in alcune pescherie, totalmente sprovvisti della necessaria etichettatura che ne attestasse la conformità alla normativa vigente. Inoltre, nel corso di una delle ispezioni eseguite, il personale della Guardia Costiera pugliese ha accertato la presenza di esemplari vivi di gallinacei, in prossimità di prodotti ittici decongelati e pronti per il consumo umano. A Napoli, nell’ambito dei controlli svolti nel mese di dicembre, sono state sequestrate oltre 5 tonnellate di prodotti ittici vari, tra cui 130 kg di tartufi di mare illegalmente detenuti in un impianto di “stabulazione” abusivo e mezzo quintale di datteri di mare, la cui raccolta comporta un’irreversibile danneggiamento dei fondali marini, la cui biodiversità viene messa a rischio con la distruzione degli enormi tratti di costa rocciosa che vengono devastati a causa della raccolta, che peraltro sarebbe proibita da decenni.

Controlli e sanzioni anche da Ancona a Civitavecchia

E se ad Ancona, il Comando Regionale della città, oltre al sequestro complessivo di circa 2 tonnellate di pesce, ha proceduto alla chiusura di un minimarket gestito da cittadini asiatici, per la mancanza dei requisiti minimi di igiene e per il cattivo stato di conservazione in cui versavano i prodotti posti in vendita, ittici e di altri generi alimentari, a Civitavecchia la Direzione Marittima a seguito di oltre 1.000 controlli ha effettuato sequestri per un totale di quasi 6 tonnellate di prodotti ittici, per oltre 200.000 euro di sanzioni amministrative. Tra gli interventi condotti, la Guardia Costiera di Roma, a conclusione di un’attività di indagine ed analisi effettuata sul web, ha interrotto il commercio abusivo di un ingente quantitativo di prodotti ittici che, frutto della pesca ricreativa, venivano illecitamente vendute al dettaglio, in spregio alla normativa vigente.