“Grazie, caro Ministro, dodici anni insostituibili accanto a un uomo vero”

Pubblichiamo il testo integrale del commosso intervento di Sebastiano Teramo, per anni collaboratore di Altero Matteoli, alla funzione religiosa tenutasi nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma.

 

Caro Ministro (così amo chiamarLa ancora oggi dopo oltre 6 anni dall’ultimo incarico di Governo), sono trascorsi quasi 12 anni da quando mi ha dato il privilegio di starLe al fianco praticamente ogni giorno.

Ho svolto il mio lavoro sempre con discrezione, come si direbbe in gergo, dietro le quinte, fuori dal proscenio. Oggi è la prima volta che, pubblicamente, mi accingo a salutarLa e ringraziarLa. Lo faccio anche a nome di tanti amici collaboratori che L’hanno assistita in questi lunghi anni di impegno politico ed istituzionale. Parlo quindi anche a nome di Paola, di Emilio, di Ezio, di Emanuela, di Antonio, di Carmelo, di Tony e dei tanti, tantissimi dirigenti, collaboratori e amici dei Ministeri e del Senato. La ringraziamo con il cuore sgomento. Attoniti per la Sua scomparsa così improvvisa e cruenta. La ringraziamo per gli insegnamenti e per l’esempio che ci ha dato.

Perché Matteoli, cari amici, non era solo un uomo severo e serioso come appariva, ma buono e generoso, rispettoso dell’opinione degli altri e con una grande attitudine all’ascolto. Possedeva, inoltre, la capacità di vedere lontano, conosceva la politica in tutte le sue sfaccettature perché di essa si è cibato sin da ragazzo. E sapeva – come amava ripetere – fare sintesi tra le varie posizioni in campo, dotato com’era di spiccato equilibrio decisionale e di un innato buonsenso. Detestava chi si approcciava alla politica in modo improvvisato e pensava che il deficit di credibilità di cui soffre ormai da troppo tempo il mondo politico fosse un male più grave persino del debito pubblico. Matteoli ripeteva sempre che i partiti sono sì insostituibili, ma devono discutere al loro interno e tra loro, non devono limitarsi a farlo con le dichiarazioni e i comunicati stampa come ormai accade in maniera preponderante, se non esclusiva. Non si stancava mai di ripetere che: “quando ci sediamo intorno a un tavolo riusciamo sempre a trovare gli accordi. Fuori da questo schema il rischio è che prevalgano le divisioni, e la prospettiva per il Paese e i cittadini si fa oscura”. Allo stesso modo, pur comprendendo il ruolo di internet e dei social, Matteoli ha insistito fino all’ultimo nel praticare la politica dell’incontro con la gente, per ascoltarla, per capirne i bisogni.” “Non possiamo noi politici – diceva senza mai demordere – restare seduti dietro le nostre scrivanie pigiando i tasti del computer, dobbiamo invece ritornare tra i cittadini”.

Credo, è il mio punto di vista, che sia questo l’insegnamento, ma anche il monito più importante che Altero Matteoli lascia a tutti. L’auspicio è che le forze politiche, dopo avergli tributato unanimemente elogi, dopo avergli riconosciuto doti politiche e umane, dopo avergli confermato stima e rispetto, abbiano la lungimiranza di farne tesoro, specie ora, nella fase complessa e complicata che l’Italia ha davanti. Ne trarrebbero beneficio l’efficacia della politica e l’interesse generale. Grazie ministro, allora, grazie davvero di tutto, con lei se ne va un vero uomo, che credeva fortemente nella politica con la P maiuscola, che credeva nei valori umani e nell’amicizia. Per me e non solo per me va via anche una persona che mi ha voluto bene. Grazie ancora.