Gli anarchici rivendicano la bomba all’Arma. Ma si indaga sui fascisti…

La “Cellula Santiago Maldonado” della Federazione anarchica informale ha rivendicato l’attacco esplosivo contro la stazione dei carabinieri di via Britannia a Roma. “In tempi di pace sociale e di attendismo non c’è migliore risposta che l’azione. Uno stimolo, una continuità e uno scossone per svegliare chi dorme” si legge in un lungo messaggio pubblicato su un sito anarchico. “Abbiamo deciso di prendere in mano la nostra vita rompendo la pace opprimente che ci circonda. La notte del 6/7 dicembre – si legge nel testo della Fai – è stato collocato nella caserma dei carabinieri del quartiere San Giovanni, Roma, un termos acciaio con 1,6 kg di esplosivo. Le nostre attenzioni si sono riversate verso i principali tutori dell’ordine mortifero del capitalismo: le forze dell’ordine. Senza di esse i privilegi, le prepotenze, le ricchezze accumulate dai padroni sarebbero nulla. Perché hanno da sempre la funzione di reprimere, incarcerare, deportare, torturare, uccidere chi per scelta o necessità si ritrova al di fuori della loro legge”. “L’organizzazione anarchica informale è lo strumento che abbiamo ritenuto più opportuno in questo momento, per questa specifica azione, perché ci permette di tenere insieme la nostra irriducibile individualità, il dialogo attraverso la rivendicazione con gli altri ribelli, e infine la propaganda veicolata dall’eco dell’esplosione – continua il testo – I/le compagni/e prigionieri/e sono parte della lotta, ci danno fianco e ci danno forza. Ma è necessario agire e organizzarsi. L’avanzare dello sviluppo tecnologico, le politiche di controllo e repressione non danno molti margini di valutazione sul che fare. Si sta ridisegnando la vita e la repressione nelle metropoli. Muoversi, agire, può diventare sempre più complicato”. “Al contrario degli scontri spesso preannunciati da una certo antagonismo, l’imprevedibilità è l’arma migliore contro la società del controllo – afferma la Fai – Colpire dove non ti aspettano. Oggi colpiamo nel cuore della capitale militarizzata per sfidare i deliri securitari. Domani chissà, magari in periferia dove non immaginate. Noi dare tregue, ma scegliere noi i tempi. E’ da sempre il principio della guerriglia metropolitana. Con la differenza che la cospirazione delle cellule informali non conosce gerarchie e direzioni strategiche. E per questo è ancora meno prevedibile”. Gli anarchici della Fai attaccano nel messaggio di rivendicazione “lo Stato italiano, all’avanguardia delle politiche repressive e militari. Per collocazione geografica si trova spesso a fare il lavoro sporco per difendere i confini della fortezza europea. I recenti accordi del ministro Minniti coi sanguinari colonnelli libici ne sono la prova recente. Raggiunto il numero di schiavi necessari sfruttiamoli a casa loro oltre a essere popolare è pur sempre un buon affare. La notte scorsa abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti. I diretti responsabili in divisa, coloro che obbediscono tacendo e tacendo crepano, hanno ricevuto un assaggio di quello che si meritano”. “Con questa azione – conclude il testo – lanciamo una campagna internazionale di attacco contro uomini, strutture e mezzi della repressione. Ognuno con lo strumento che ritiene più opportuno e se lo desidera contribuendo al dibattito”. La cellula della Fai che ha rivendicato l’attentato alla caserma dei Carabinieri di Roma si chiama Santiago Maldonado, in omaggio all’attivista argentino che appoggiava la causa delle popolazioni indigene Mapuche, trovato morto nell’ottobre scorso dopo essere scomparso per oltre due mesi.