Giulio Regeni, ora c’è una lista di dieci agenti egiziani coinvolti nel caso

Ora c’è un elenco di nomi indiziati, dieci per l’esattezza,  per la morte del ricercatore italiano Giulio Regeni. Un elenco emerso durante l’incontro di ieri tra i magistrati della Procura di Roma Pignatone e Colaiocco e il procuratore egiziano Nabel Sadek. E spetta adesso proprio alla Procura del Cairo passare dalle dichiarazioni d’intenti ai fatti.

Pignatone e Colaiocco – come sottolinea il Corriere – “hanno consegnato l’ informativa che riassume il lavoro svolto dai poliziotti del Servizio centrale operativo e dai carabinieri del Ros sugli atti già messi a disposizione degli egiziani. Una «articolata e attenta ricostruzione dei fatti» resa possibile – soprattutto – dall’ incrocio tra testimonianze e tabulati telefonici, dalla quale emergono elementi a carico di dieci appartenenti alla polizia locale e alla National security in due episodi chiavi della vicenda Regeni: da un lato la sparizione, avvenuta il 25 gennaio 2016 al Cairo; dall’altro il depistaggio per attribuirne la responsabilità a una banda di banditi comuni uccisi dalle forze di sicurezza”. Il tentativo di insabbiare il delitto Regeni attribuendolo alla criminalità comune risale al  marzo 2016, quando la polizia egiziana uccise cinque persone coinvolte – così dissero -“molto probabilmente” nell’omicidio del ricercatore italiano. I cinque, secondo la polizia, avrebbero fatto parte di un’organizzazione criminale dedita al sequestro di stranieri, per il quale ricorreva al travestimento con abiti da funzionari di polizia. Ma si trattava appunto di un depistaggio.

Regeni sarebbe stato pedinato dagli uomini di Magdi Ibrqaim Abdlaal Sharif,  il militare che teneva i contatti con l’ ex capo del sindacato autonomo dei venditori ambulanti Mohammed Abdallah il quale proprio dagli uffici fi Sharif avrebbe ricevuto l’apparecchiatura per registrare il video del colloquio con Regeni risalente al 6 gennaio 2016 e che poi venne consegnato alla polizia per denunciare Regeni come “spia”.