Giorgia Meloni: “A chi vuole distruggere l’Italia noi opporremo l’identità”

domenica 3 dicembre 20:15 - di Antonio Pannullo

“Ora inizia la seconda fase di Fratelli d’Italia, una realtà con la quale tutti dovranno fare i conti”: è il messaggio in sintesi della relazione conclusiva di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha iniziato il suo intervento con una serie di ringraziamenti commossi e sentiti: da donna Assunta Almirante a Paola, la compagna di Massimiliano Latorre, uno dei marò ancora sotto processo in India e che lo Stato non ha saputo difendere. Da Giampaolo Mattei, fratello di Virgilio e Stefano, bruciati dagli antifascisti nel rogo di Primavalle tanti anni fa e che ancora non hanno avuto giustizia, a Daniela Santanchè, che già ai tempi delle amministrative romane si era schierata dalla parte giusta, come oggi. Giorgia Meloni ha detto che oggi Fratelli d’Italia non è più solo il partito della destra italiana ma diventa il movimento di tutti i patrioti italiani. Per questo moltissime persone oggi si stanno avvicinando a Fratelli d’Italia, anche di diverso orientamento ideologico. Saranno tutti ben accetti, ha detto la leader di FdI, ma fatte ovviamente le debite distinzioni: “Rifiuti tossici no, materiale pregiato per costruire sì”. A buon intenditor… E comunque, ha voluto chiarire la Meloni, oggi passiamo all’offensiva, perché noi, che l’opposizione l’abbiamo fatta benissimo, non siamo un partito di opposizione ma di governo, e siamo pronti a governare per ricostruire questo Paese. “L’appello ai patrioti – ha aggiunto Giorgia Meloni – non è qualcosa di vagamente risorgimentale, ma è il simbolo di un’Italia moderna, ma semplice, è l’Italia di Fabrizio Quattrocchi e di Enzo Ferrari, che hanno cancellato col loro comportamento il cliché dell’Italia spaghetti e mandolino. E’ l’Italia delle cose semplici, che noi vogliamo difendere e costruire. A quell’Italia daremo risposte”. A quelle forze oscure che vorrebbero gli italiani senza patria, senza famiglia, senza religione, senza sesso, senza niente, Fratelli d’Italia risponde con una sola parola: identità. Se nel 1994, ha aggiunto, il centrodestra si costruì intorno alla parola libertà, oggi si costruisce intorno alla parola identità: non la casa delle libertà, ma la casa della identità. Noi siamo qualcuno, come italiani, solo se noi siamo capaci di difendere la nostra identità. Ed è questa la proposta che Fratelli d’Italia farà al centrodestra. “Faremo di tutto per costruire la coalizione di centrodestra, ma lasciatemi anche dire che le coalizioni non si fanno per forza, si fanno se ci sono le condizioni. Fratelli d’Italia non sarà mai il figlio di un Dio minore della coalizione, non andremo a rimorchio, non ci accontenteremo, perché noi siamo stati e siamo la forza trainante del centrodestra”. L’impegno per la coalizione ci sarà, ha assicurato la Meloni, e al primo punto ci sarà la frase “Prima gli italiani”, e sia chiaro che non ci saranno mai accordi né con la sinistra né con gli improvvisati grillini, che finora non hanno i titoli per dare lezioni a nessuno. Meloni ha concluso con due appelli: a Matteo Salvini chiederà di lavorare insieme a una riforma costituzionale che dica sì al federalismo e al presidenzialismo. A Silvio Berlusconi, il cui governo è stato rimosso dalle consorterie europee perché quell’esecutivo faceva troppo bene gli interessi primari degli italiani, la Meloni chiederà se è d’accordo a mettere nella nostra Costituzione una norma che garantisca che le leggi italiane vengano prima di quelle europee. Infine, Giorgia Meloni ha comunicato di aver scelto di togliere dal simbolo di Fratelli d’Italia il simbolo di Alleanza nazionale, e di aver scelto di conservare la fiamma tricolore, perché è da lì che si viene. Meloni ha citato al proposito la frase di Tolstoj che dice che come una fiaccola ne accende un’altra fino a diventare migliaia di fiaccole accese, così un cuore ne accende tanti altri_ “Noi siamo le scarpe piene di fango e le mani pulite, non sottovalutateci perché siamo qui oggi e saremo qui anche domani e dopo di noi i nostri figli e i nostri nipoti”.

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