Gesù nasce su una zattera, bufera sul presepe pro-migranti: è un oltraggio

Non bastava il presepe pro-migranti, con Gesù sul gommone in quel di Bologna a destare polemiche. Ora ne spunta un altro, stavolta con Gesù su una zattera. “Va bene il presepe, ma non si tocchi la mangiatoia”, aveva protestato Monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare emerito di Bologna, a proposito del  presepe allestito in Piazza Zapelloni a Castenaso,  in cui il sindaco Stefano Sermenghi ha voluto collocare il Bambinello e la Madonna all’interno di un gommone. “Il nucleo centrale di un presepe – aveva aggiunto il prelato in un’intervista all’edizione locale de il Resto del Carlino –  prevede il bambino in fasce deposto in una mangiatoia, e deve essere rispettato alla lettera”. Invece la mania di leggere il dramma dei migranti attraverso la natività ha contagiato anche Udine, dove da giorni c’è bufera tra i cittadini poiché nella chiesa di San Quirino, Gesù Bambino viene posto su una zattera, alla mezzanotte del 24 dicembre. L’ortodossia cristiana non vale per tutti, visto che il parroco don Claudio Como ha giustificato sul Messaggero Veneto la decisione con l’intento «di legare la storia con l’attualità del fenomeno delle migrazioni».

Presepe pro-migranti “blasfemo e oltraggioso”

Il sacerdote è abbastanza isolato, visto che i cittadini sui social da giorni stanno definendo questo presepe “blasfemo e oltraggioso”. La sacra rappresentazione è stata realizzata nel laghetto dell’Uccellis, che si affaccia su via Gemona. Giuseppe e Maria sono in una grotta; dall’alto scende un angelo; due pastori sono stati posti agli angoli; in lontananza i Re Magi sbucano da dietro gli alberi che fanno da sfondo alla chiesa di Santa Chiara, fresca di restauro. Fin qui tutto nella tradizione, se non fosse che la scena è su una zattera nel laghetto. Ad accompagnare il tutto il messaggio: “Chi nasce in barca, chi muore in barca, chi guadagna sulle barche, chi salva le barche. Siamo tutti sulla stessa barca”. Cosa c’entri con il Natale ce lo devono spiegare.