Gerusalemme, Netanyahu: «L’Europa segua Trump». Ma l’Ue risponde picche

Ue-Israele, è dialogo tra sordi sulla questione di Gerusalemme. Il premier Benjamin Netanyahu  esorta le cancellerie europee a seguire l’esempio di Donald Trump, ma l’Ue  risponde picche, ribadendo  il proprio sostegno alla soluzione dei due Stati con Gerusalemme capitale di entrambi. Dopo il faccia a faccia di ieri Netanyahu-Macron, terminato con un netto disaccordo, oggi lo stesso copione è andato in scena nella capitale d’Europa: in quasi due ore di incontro, da entrambe le parti nessun tentennamento.

«L’incontro – come si legge su Huffington Post– si è svolto in un clima franco ed esplicito: Netanyahu ha detto la sua; i rappresentanti e i ministri Ue hanno detto la loro, esplicitando l’esistenza di una netta divergenza. Tutti e 28 i ministri hanno espresso la stessa linea – sottolineano le fonti – un fatto non scontato in un’Europa raramente tutta d’accordo».

«Il premier Benyamin Netanyahu stamani ha detto di aspettarsi che altri Paesi spostino le loro ambasciate. Può tenere le sue aspettative per altri, perché dai Paesi Ue questo non avverrà», ha dichiarato da parte sua l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, subito dopo l’incontro con il premier israeliano.

Se da un lato, l’Ue esprime contrarietà per la mossa unilaterale di Washington, dall’altro ammette l’impossibilità di risolvere il rebus mediorientale senza un’intesa con gli Usa. La Mogherini, infatti, ha riconosciuto che «non ci sono iniziative» per riavviare il processo di pace in Medio Oriente «che possano avvenire senza l’impegno degli Usa», ma allo stesso tempo ha avvertito: «Gli Usa non si facciano illusioni, la loro iniziativa da sola non avrebbe successo, perché servono un quadro regionale e internazionale ad accompagnarne l’avvio, che in questo momento sembrano molto lontani».