Gerusalemme, la “vendetta” di Trump: Usa pronti a tagliare i fondi Onu

martedì 26 dicembre 10:53 - di Tito Flavi

Quel voto dell’Assemblea delle Nazioni Unite contro Gerusalemme capitale d’Israele non è proprio andato giù a Trump. Nikky Haley, ambasciatrice Usa all’Onu, aveva annunciato possibili ritorsioni subito dopo il voto: “Ce ne ricorderemo”. Sono stati ben 128 i Paesi, tra cui l’Italia insieme alla totalità dei Paesi più importanti dell’Unione europea, a votare contro lo strappo del presidente americano.Ora, dalle parole, l’Amministrazione Trump sembra in procinto di passare ai fatti. Gli Usa sono pronti infatti a negoziare un taglio di 285 milioni di dollari dei fondi che avrebbero dovuto versare alle Nazioni Unite  per il prossimo anno. “L’inefficienza e le spese facili dell’ Onu sono ben note – ha dichiarato la Haley – non consentiremo più che la generosità del popolo americano sia sfruttata”. Se attuato, sarebbe un taglio di non poco sul bilancio del Palazzo di Vetro.

Dieci Paesi pronti a seguire l’esempio Usa

Gli Usa Trump sfidano dunque  la cosiddetta “comunità internazionale e confermano l’attuale approccio unilaterale alla politica estera. Intanto, tra i Paesi del no a Gerusalemme capitale d’Israele s’è già sfilato il Guatemala, che si avvia a seguire l’esempio statunitense. La mossa del Paese centroamericano potrebbe non restare un caso isolato. Secondo i media israeliani, infatti, presto arriverà l’annuncio dell’Honduras, mentre sarebbero una decina i Paesi che stanno valutando la possibilità di allinearsi alla scelta di Washington sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Tra questi anche Romania e Slovenia.

 

 

 

 

Commenti

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  • GIORGIO BORGATO 31 dicembre 2017

    . . e speriamo che anche l’Italia , meglio rappresentata , si ravveda .

  • giorgio 27 dicembre 2017

    fanno bene, che chiedano i soldi ai palestinesi.

  • Giovannino De Riu 27 dicembre 2017

    Sono d’accordo con l’America: tagli gli aiuti all’ ONU (ente abbastanza inutile e che non applica le sue funzioni principali). Spero venga seguito anche da molti altri paesi che all’ONU contano come il due di picche (solo una alzata di mano di tanto in tanto).

  • 27 dicembre 2017

    Per quello che l’ONU ha fatto fino ad oggi, specialmente con i risultati pessimi dell’Iraq e Libia, non dimenticando tutti gli altri teatri di guerra mai cessati fin dal 1950, non si direbbe che tanto denaro speso sia servito realmente a far si che la pace sia realmente mantenuta! Ogni Stato ha facoltà di decidere liberamente, senza alcuna influenza esterna e gli USA, primi sostenitori di questo Organismo, saranno anche i primi a porlo in serie difficoltà!

  • Giancarlo Danieli 27 dicembre 2017

    A che serve L’ONU? A giustificare gli interventi USA nelle varie parti del mondo per “esportare” la democrazia è, nel contempo, svuotare gli arsenali di armi in modo da riempirli con le nuove più efficaci.
    Dovremmo chiudere L’ONU, così risparmiamo anche noi.