Gaza in fiamme: 4 morti e 1000 feriti. Anche l’Italia condanna la scelta di Trump

È di almeno di 4 morti e oltre 1000 feriti il bilancio degli scontri di domenica tra Gaza e Cisgiordania, a seguito delle proteste palestinesi (la nuova Intifada) contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele. Razzi dalla Striscia e bombardamenti israeliani. E tutto lascia presagire che i disordini non finiranno qui. Dei feriti 261 sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco, prevalentemente proiettili di gomma. Nella Striscia di Gaza, una persona è morta per le ferite di arma da fuoco usate dai militari israeliani, stando al portavoce dei servizi di assistenza medica, Ashraf al-Qedra. Una seconda è rimasta uccisa sempre  Gaza, secondo quanto riporta Ha’aretz.  I militari israeliani hanno confermato violenti disordini» a Gaza e comunicato che i militari hanno risposto con “mezzi di dispersione antisommossa”.

L’Onu e l’Italia contro Trump

Dura la reazione di condanna della presa di posizione del presidente Usa, anche da parte dell’Italia. «La scelta non è conforme alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza – dicono gli ambasciatori di Francia, Regno Unito, Italia, Svezia e Germania all’Onu isolando gli Usa – non promuove la prospettiva di pace nella regione». Obama ha paragonato il suo successore a Hitler e ha parlato di “democrazia in pericolo”. Dopo la giornata di incendi in Medioriente Trump, però, ha lanciato un appello alla calma e alla moderazione. «Il presidente – ha riferito una portavoce della Casa Bianca – spera che le voci della speranza prevalgano su coloro che diffondono l’odio». La mossa del presidente americano ha destato lo choc generale amplificato dalla stampa europea. Domenica Ha’aretz ha reso noto che la Casa Bianca ha invitato il presidente palestinese Abu Mazen, mentre è in arrivo il vice di Trump, Mike Pence, che avrebbe dovuto incontrare a Betlemme il rais. Ma Jibril Rajoub ha informato che l’incontro è stato annullato.