Gaffe dell’Unicef: “Idiota e fascista chi non vuole lo Ius Soli”. L’ira della Meloni

“Idiota, fascista, imbecille”. Questi gli aggettivi utilizzati dall’organizzazione mondiale che combatte per l’assistenza dei bambini, l’Unicef, in un post su Twitter – che sta facendo molto discutere – in cui si attaccano i politici italiani, e chiunque sia d’accordo con loro, per la mancata approvazione della legge sullo Ius Soli. Il giorno successivo la mancata approvazione della legge, l’account Twitter italiano di Unicef ha criticato duramente la posizione assunta dal Parlamento arrivando fino a pronunciare quelle offese all’indirizzo di chiunque non la pensi come loro sullo Ius Soli.

All’origine delle offese c’è il parere espresso da una certa Zoe Keller, che scriveva: «E allora? Prenderanno la cittadinanza dei loro genitori, quella che rispecchia la cultura della loro famiglia». L’Unicef italiana rispondeva a muso duro. «Ecco un altro strenuo eroe dell’italianità che usa un nome straniero e non ci mette la faccia». La Keller, però, non ci stava: «E tu sei sicuro che questo non sia il mio cognome, nemmeno materno, idiota». A quel punto l’Unicef, per mano del suo responsabile italiano, sbroccava: «Ah, sei di quelli che usano nomi stranieri e biografia in inglese ma non tollerano che ragazzini nati in Italia che parlano italiano siano considerati “itaiani”. Idiota e fascista».

Immediata l’indignazione di tanti utenti dei social, che chiedevano all’organizzazione internazionale di moderare i termini e di non offendere chi non è d’accordo con loro. In Italia la reazione politica arrivava dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: «Sei contro lo ius soli? Allora secondo Unicef Italia (non una Ong qualunque ma la sezione italiana di un organo sussidiario dell’Onu) sei ‘un idiota’ e ‘un fascista’. Mi auguro che i vertici dell’organizzazione chiedano subito scusa per queste parole a dir poco inopportune. È il minimo che possano fare, nel rispetto di tutti quei volontari e donatori che credono nella mission di Unicef: difendere i diritti dei bambini, non fare politica», scriveva su Facebook la Meloni.