Furbata del Pd: agli statali arretrati in busta paga… prima delle elezioni

Corsa contro il tempo per cercare di infilare in busta paga, agli statali, gli arretrati dovuti grazie al rinnovo del contratto: l’ipotesi è che ce la si faccia per febbraio, per poi far scattare, da marzo, gli 85 euro di bonus. Una furbata del Pd che ha ben cadenzato i tempi, con il sostegno del ministro Madia, per “incassare” le benemerenze dei dipendenti pubblici prima del voto del 4 marzo. Oltre agli aumenti mensili tabellari, in media di 85 euro che dovranno decorrere da marzo 2018, per gli statali sono dunque in arrivo anche gli arretrati maturati in più di due anni, in base al rinnovo contrattuale 2016-2018.

Si va da un minimo di 370 euro per i redditi più bassi a un massimo di 754 euro (per i più alti) come si evince dalle tabelle allegate al contratto firmato il 23 dicembre all’Aran.

Le cifre, versate in un’unica soluzione, saranno corrisposte in base agli incrementi mensili della retribuzione tabellare, comprese le tredicesime, degli anni 2016, 2017 e i primi due mesi del 2018 (presumendo che gli aumenti in busta paga arriveranno effettivamente a marzo). Un risultato che arriva come conseguenza dell’accordo sul contratto nazionale trovato la notte del 23 dicembre. Il contratto, valido per 240mila dipendenti, copre il triennio 2016-2018.