Fratelli d’Italia è una forza trainante del centrodestra, questo è chiaro a tutti

Il succo del ragionamento è tutto in quell’annuncio – «sarò io la candidata premier per il mio partito» – con cui Giorgia Meloni si è iscritta alla gara per la leadership del centrodestra. Un annuncio rivelatore di uno stato d’animo prima ancora che di una linea politica. Uno stato d’animo emerso attraverso l’intervista di ieri al Fatto Quotidiano, nel corso della quale la leader di Fratelli d’Italia non ha fatto mistero della propria riluttanza a un’adesione acritica e incondizionata alla coalizione. E questo non per distinguersi ad ogni costo, ma per sottolineare la persistente mancanza di chiarezza nel centrodestra su molti punti: programma, leadership, alleanza elettorale e – soprattutto – il dopo elezioni. La Meloni sa benissimo che difficilmente la nuova legge elettorale, il Rosatellum bis, vedrà nascere nelle urne una maggioranza coesa e coerente. Il rischio, nient’affatto eventuale, è affrontare una campagna elettorale in una coalizione che il giorno dopo si immola sull’altare di intese ibride e pasticciate. È già successo cinque anni fa con il Porcelluma maggior ragione può accadere adesso con il Rosatellum. Ma la leader di FdI è anche consapevole che l’aria che si respira tra i delegati del congresso di Trieste non è del tutto refrattaria all’idea di una corsa solitaria in grado non solo di esaltare il profilo identitario del partito in un’elezione che assegna proporzionalmente i due terzi dei seggi, ma soprattutto di dare una scossa agli alleati, soprattutto a Forza Italia, affinché faccia davvero una scelta di campo i cui contorni, al momento, non appaiono né certi né netti. In uno scenario come questo appena descritto, l’annuncio della Meloni a correre come premier è soprattutto un punto di equilibrio politico: serve a dire (e a far capire) che FdI confida nella formazione del centrodestra ed è pronto a dare il proprio a renderlo più forte e coerente. Ma non a tutti i costi. Certamente non a quello di scadere a parente povero della coalizione. L’unità – è il significato che si coglie in controluce nell’intervento della Meloni – sarà questa volta un punto di arrivo e non di partenza. Al momento, pare insomma di capire, nulla è scontato.