Expo, nuova tegola su Sala: per l’accusa è concorso in abuso d’ufficio

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è accusato di concorso in abuso di ufficio per la vicenda del capitolo ‘verde’ nell’ambito dell’appalto per la piastra dei servizi di Expo. Inizialmente l’accusa per il primo cittadino, già a processo con l’accusa di falso, era di concorso in turbativa d’asta. Adesso il sindaco di Milano dovrà difendersi anche dall’accusa di abuso d’ufficio per le presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato il maxi appalto della cosiddetta “piastra dei servizi”. Secondo quanto avrebbero ipotizzato i magistrati, Sala avrebbe autorizzato in via informale lo stralcio della gara sul verde di Expo nonostante il parere diverso e contrario di altri manager, che si erano mostrati preoccupati delle possibili conseguenze nella regolarità del bando. C’è da ricordare che gli atti già depositati a chiusura dell’indagine sulla Piastra di Expo hanno visto il sindaco di Milano indagato con l’accusa di falso ideologico e materiale. E questo per aver retrodatato un documento relativo al maxi appalto, il più importante di Expo del valore di 272 milioni di euro. Secondo la ricostruzione proposta dalla procura, la fornitura delle piante era dentro l’appalto della Piastra ma alcuni esponenti politici della Regione Lombardia, tra i quali sarebbe citato l’ex governatore Formigoni, fecero pressioni per coinvolgere i florovivaisti lombardi. L’allora amministratore delegato di Expo, Sala senza formalizzare alcun provvedimento, avrebbe disposto lo stralcio dal bando della fornitura di alberi. Bando del valore di 5 milioni di euro.