Dustin Hoffman, nuova ondata di polemiche: altre donne lo accusano di molestie

Non sono finiti i guai per Dustin Hoffmann, sempre più nella bufera, con nuove accuse di molestie sessuali rivolte da diverse donne. Una di queste ha raccontato addirittura di essere stata abusata dall’attore due volte premio Oscar in un hotel di New York, quando aveva solo 16 anni…

Dustin Hoffman, nuove accuse: salgono a 6 le denunce

Cori Thomas, questo il nome della ragazza, era allora una compagna di classe della sorella dell’attore che invitò le due ragazze nella sua stanza d’albergo per una cena. Quando la sorella di Hoffman andò via – racconta la Thomas – l’attore si andò a fare una doccia e ritornò con indosso solo un asciugamano, che all’improvviso, secondo le accuse, avrebbe fatto cadere in terra facendosi vede nudo. Quindi, sempre secondo la ricostruzione della donna che oggi punta l’indice contro l’istrione hollywoodiano, Hoffman non contento avrebbe chiesto alla ragazza di massaggiargli i piedi. Non solo: secondo quanto riferito in queste ore dal sito dell’Ansa, «un’altra donna, Melissa Kester, racconta invece come l’attore prese la sua mano e la infilò nei suoi pantaloni mentre erano nello studio di registrazione». L’attore, oggi 80enne, non ha ancora replicato alla nuova ondata di accuse e polemiche. Ma solo all’inizio del mese di novembre, Dustin Hoffman era stato accusato di molestie sessuali da una ex stagista (all’epoca dei fatti denunciati) 17enne, oggi nota scrittrice, Anna Graham Hunter, che affidato denuncia e sfogo a un articolo pubblicato nelle scorse settimane dall’Hollywood Reporter, in cui la donna sostiene che l’attore la palpeggiò e fece nei suoi confronti pesanti allusioni sessuali. L’episodio risalirebbe al 1985, quando la Hunter, allora 17enne, lavorava come stagista sul set del film Morte di un commesso viaggiatore. E con oggi, intanto, sale a sei il numero delle donne che negli ultimi mesi hanno accusato uno dei divi più amati di Hollywood.

Anni di silenzi, immunità, complicità omertose. Poi?

Accuse oggi rincarate da nuove denunce che gettano sul divo americano nuovi ombre, nuovi sospetti generando nuova – e sempre più amara – delusione per un altro grande di Hollywood finito nella polvere, trascinato dal dubbio e dalle accuse di un reato odioso, di un’umiliazione sessista inferta in nome di una presunta impunibiltà: una immunità giuridica e morale oggi venuta meno, schiacciata dall’entità e dalla gravità del fenomeno esploso e rivelato al mondo dopo anni di silenzi colpevoli e di complicità ambigue, in questi ultimi mesi. Sembra che solo oggi si sia trovato il coraggio di parlare, di denunciare, di confessare e di chiedere scusa. Sembra di vivere un incubo, certo nulla di paragonabile a quello probabilmente vissuto dalle donne – anche ragazzine – abusate dai potenti dello star system, ma comunque un incubo. Una realtà che costringe a risvegliarsi, e tra i sobbalzi, dal dolce torpore del sogno americano che ci ha cullato per decenni, i cui protagonisti hanno sempre avuto i volti, gli sguardi, i sorrisi accattivanti, di coloro che oggi stanno rivelando il manto del lupo sotto il pelo dell’agnello, e artigli ben nascosti e sfoderati solo nella solitudine di una stanza d’albergo e grazie alla connivenza e ai silenzi omertosi di chi sapeva a ha taciuto. Fino ad oggi.