Divieto del burqa, la Svizzera dice no: la parola passa ai Cantoni. È polemica

Divieto del burqa: la svizzera si divide. Contrordine: il governo svizzero dice no all’iniziativa anti-burqa e invita a un diretto intervento dei Cantoni sulla questione. Ma il contro-progetto non piace a tutti… Anche perché, fanno notare più in nome del buon senso giuridico che della controversia politico-culturale i detrattori della neo-iniziativa d’ispirazione politically correct, l’oggetto del provvedimento ora rimesso in discussione è il divieto generale di dissimulare il viso: una inibizione che non riguarda dunque solo le donne velate ma – per esempio – anche gli hooligan.

Divieto del burqa, la Svizzera si divide

Ma tant’è: l’iniziativa popolare “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso” non è piaciuta al Consiglio federale svizzero, che si è espresso contro il testo depositato lo scorso 15 settembre. I Cantoni devono poter decidere autonomamente in materia, ha affermato da Berna la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Simonetta Sommaruga. Peccato che l’iniziativa, approvata e consegnata con 105.553 firme valide, come anticipato non menziona direttamente – o comunque esclusivamente – il burqa o altri veli islamici, ma chiede che su tutto il territorio nazionale nessuna persona possa più dissimulare il proprio volto nei luoghi pubblici. Eccezioni sono possibili soltanto per motivi inerenti alla sicurezza, alla salute, alle condizioni climatiche e alle usanze locali. Un tema delicato che pone interrogativi complessi: se, infatti, da un lato il non all’iniziativa anti-burqa del governo svizzero esprime soprattutto la volontà di conservare la ripartizione federalistica delle competenze, dall’altro riaccende il dibattito culturale sulla sottile linea di confine che separa rispetto delle usanze di chi viene accolto o è di passaggio, e doveri d’integrazione. Non solo: l’allerta terrorismo impone in tutta Europa obblighi inderogabili che, nel caso di una totale mistificazione delle sembianze, non verrebbero in alcun modo rispettati.

I Paesi d’Europa dove il burqa non è ammesso

Proprio in virtù di norme varate per la sicurezza, in molti paesi d’Europa chiamati all’accoglienza coatta di profughi islamici sono state varate norme che hanno già introdotto divieti simili oggi rispediti al mittente in Svizzera. L’Austria le ha ratificate di recente; Francia e Belgio le hanno introdotte nel 2011; la Bulgaria nel 2016; la Germania ha approvato questa estate il divieto di indossare il burqa per le impiegate degli uffici pubblici. Infine, leggi simili sono in discussione anche in Norvegia e Olanda. Attualmente, invece, Zurigo, Soletta, Svitto, Basilea Città e Glarona hanno respinto questo divieto, mentre il Ticino, così come il parlamento sangallese, lo hanno approvato. Il governo è tuttavia consapevole che la dissimulazione del viso può comportare problemi, ha aggiunto Sommaruga. Pertanto, intende contrapporre all’iniziativa un controprogetto indiretto in grado di agire in modo mirato e puntuale a livello legislativo. Il Consiglio federale vuole inoltre sancire esplicitamente tramite una norma penale speciale che obbligare una persona a coprirsi il viso è punibile. Tutto, però, solo dopo aver rimesso in discussione l’iniziativa anti-burqa che riporta dibattito e provvedimenti ai blocchi di partenza…