«Dell’Utri in cella è omicidio di Stato». FI chiede la grazia per l’ex-senatore

L’ultima speranza di Marcello Dell’Utri ha il volto di Sergio Mattarella. Al punto in cui siamo, infatti, solo un provvedimento di clemenza da parte del presidente della Repubblica può impedire che l’ex-senatore di Forza Italia condannato in via definitiva a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, possa cedere al tumore che lo affligge restando dietro le sbarre della sua cella.

Prestigiacomo a Mattarella: «È un uomo malato»

Sulla grazia a Dell’Utri Il quotidiano Il Tempo ha avviato una vera e propria campagna di sensibilizzazione che comincia a fare proseliti. «Spero non cada nel vuoto», è l’auspicio di Stefania Prestigiacomio che si è rivolta direttamente a Mattarella affinché «conceda la grazia ad un uomo anziano e malato» oltre a «quello che i giudici continuano ostinatamente a negargli: ovvero il diritto di curarsi in maniera adeguata». Il riferimento dell’ex-ministro è alla decisione assunta in questi giorni dal tribunale di Sorveglianza che ha negato all’ex-braccio destro di Silvio Berlusconi il permesso di curarsi fuori dal carcere. Appena è stata resa nota, Dell’Utri ha annunciato lo sciopero della fame.

 Dell’Utri ha un cancro alla prostata

Una decisione, soprattutto, che ora fa gridare all’omicidio di Stato. E non solo agli esponenti di Forza Italia. «È evidente – ha infatti dichiarato Fabrizio Cicchitto di Alternativa Popolare – che tutto quello che sta avvenendo e il deliberato del tribunale di Sorveglianza ha una unica conseguenza, e cioè che Dell’Utri deve morire in carcere. E’ una cosa assolutamente rivoltante che va al di la’ di ogni divisione politica perchè il garantismo se e’ autentico vale a 360 gradi». «Il 27 luglio scorso – ricorda a sua volta il senatore Lucio Malan – a questo signore di 76 anni, già malato di cuore, è stato diagnosticato un tumore alla prostata, siamo a dicembre e non ha ancora ricevuto alcuna cura» Rincara la dose un altro senatore, anch’egli di Forza Italia, Vincenzo Gibiino: «Quello che accade è a dir poco inaccettabile per un Paese che voglia definirsi civile».