Dell’Utri a Matrix: «Non voglio la grazia, sono in balìa delle toghe di sorveglianza»

16 Dic 2017 12:44 - di Redazione
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«Per motivi familiari smetto da oggi lo sciopero del vitto, mentre continuo quello della terapia». L’annuncio è contenuto nella lettera scritta da Marcello Dell’Utri e indirizzata al conduttore Nicola Porro in occasione della speciale puntata di Matrix.

Dell’Utri a Porro: non voglio la grazia

«Lo faccio per sottolineare ancora il mio caso particolare – continua l’ex senatore condannato a 7 anni per concorso in associazione mafiosa –- ma anche per evidenziare quello generale della sorveglianza nelle carceri, che non è in grado di soddisfare quel livello di sanità e umanità necessario per chi è affetto da gravi e pericolose patologie». Nella lettera Dell’Utri precisa poi che la sua non è una situazione isolata: «Conosco casi di detenuti in condizioni peggiori delle mie e senza voce alcuna per farsi sentire. Sono in balìa di una magistratura cosiddetta di sorveglianza che spesso nulla sorveglia e giudica con la vista corta d’una spanna. Sono mesi che ho chiesto di parlare col magistrato di sorveglianza ma non ho mai avuto risposta. Ci tengo poi a ribadire che per me non chiedo alcuna grazia e invito anche a non prendere iniziative in tal senso». Nei giorni scorsi  il gruppo di Forza Italia del Friuli Venezia Giulia con una lettera indirizzata all’ex senatore palermitano aveva espresso solidarietà e pregato Dell’Utri di interrompere lo sciopero della fame e delle cure mediche iniziato dopo che il tribunale di Sorveglianza di Roma aveva respinto la richiesta di sospensione della pena sulla base delle cattive condizioni di salute del detenuto.

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