Crea già inquietudine il Mussolini “divo” che torna in un film

sabato 30 dicembre 15:06 - di Corrado Vitale

Non si presenta certo come un capolavoro, come giustamente ha già scritto il Secolo, questo film su un immaginario ritorno di Mussolini sulla terra, che uscirà nelle sale ai primi di febbraio per essere poi trasmesso su Sky. E non c’è dubbio che ci sarà da essere rattristati nel vedere la figura del Duce banalizzata come fosse un divo da reality show.

Il Corriere prevede un «successo travolgente»

Però questa operazione cinematografica, firmata dal regista Luca Miniero e interpretata da Massimo Popolizio, qualche domanda la suscita. Innanzi tutto: perché è stata pensata? Se lo chiede ad esempio Pierluigi Battista in un articolo che occupa oggi un’intera pagina del Corriere della Sera. La prima risposta è apparentemente banale: questo film è destinato a fare cassetta. Battista prevede infatti un «successo travolgente». L’editorialista accusa garbatamente i vertici di Sky di «giocare cinicamente su un personaggio che sbancherà l’audience». Di qui l’inquietudine: ancorché reso in modo grottesco, non stiamo   parlando di Capitan Fracassa, stiamo parlando di Benito Mussolini, personaggio che merita certo un discorso serio, alto e tragico, ma che mantiene intatto il suo richiamo “pop” pur dopo lunghi decenni di anatemi.

Voglia di esorcismo

Popolizio è infinitamente più leggero di Rod Steiger, interprete di “Mussolini ultimo atto”, diretto nel 1973 da Carlo Lizzani. Ma, proprio perché più “leggero” può suscitare, negli antifascisti doc, più preoccupazione della maschera tragica di Steiger, una maschera mortuaria, applicata al volto di Mussolini come sepoltura definitiva, come se, dopo Lizzani, nessun regista si dovesse più occupare del Duce. Invece… invece da “Ultimo  atto” siamo passati a “Sono tornato” (questo il titolo del film di Miniero).   Ecco allora che dietro l’operazione commerciale spunta la voglia di esorcismo, non solo nei confronti della figura di Mussolini, ma di tutto quell’insieme di pulsioni collettive che oggi, a torto o a ragione, vengono associate alla sua figura. «Un film – scrive Battista – che non è solo un film, ma annusa umori e malumori che attraversano la nostra comunità sfilacciata e frastornata, ed è dunque destinato a creare inquietudine, tra l’altro piombando, potenza del destino, nel cuore di una campagna elettorale di fuoco, e una corrente xenofoba che alimenta intolleranze, impulsi autoritari, violenze».

Saluti romani dai marciapiedi

Piaccia o non piaccia, il personaggio Mussolini continua ad essere un catalizzatore di sentimenti di massa, capace di smuovere passioni anche nell’epoca odierna, ancorché parliamo di un’epoca dai codici ideali e culturali insostenibilmente leggeri. «Quando Mussolini – conclude con tono preoccupato Battista – nel finale va in giro su una macchina d’epoca decappottabile, una scena con comparse vere, non attori, dai marciapiedi si alzano numerosi saluti romani. Ma anche qualche pugno chiuso, e qualche gestaccio. Un film nel film, che racconta le ambiguità, le nostalgie, le debolezze in cui siamo ancora imprigionati. E che tornano sempre. Come è tornato Lui, il nuovo grande divo della tv». Il “divo” si sovrappone al personaggio storico, ma è comunque destinato. come tutta la cartapesta, al rapido deperimento. La figura storica però rimane. E, in un modo o nell’altro, non si smette mai di evocarla.

Commenti

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  • piero 1 gennaio 2018

    vorrei che invece del film tornasse quello vero in carne ed ossa per rifare dell’italia una vera patria no una banana repablic, come e’ da molto tempo

  • andrea 31 dicembre 2017

    ma quali sentimenti di massa e passione : il signor Benito Mussolini è e rimarrà per sempre uno dei più spietati e diabolici criminali dell’ umanità , basta dunque con questa nostalgia ridicola e carnevalesca che è grazie a DIO per pochi anacronistici quattro micetti rimasti ancora alla fantozziana e al tempo stesso abominevole repubblica di Salò.Intorno a me vedo tanta voglia e desiderio di giustizia, lavoro,istruzione,diritti per tutti, benessere sociale, sanità efficiente e francamente ai cosiddetti catalizzatori di massa -faccio fatica a trattenermi dalle risate se rileggo questo farneticante e infantile articolo- non crede più nessuno perché non suscitano alcun interesse perché ne spuntano come funghi perché non hanno mai prodotto nulla di nuovo e solo peggiorato la vita di noi poveri cristi.

  • CARLA BELLOT 31 dicembre 2017

    X I TANTI GIOVANI, IL FASCISMO E’ UNA FILOSOFIA DI VITA.
    IN QUESTA BOLGIA INFERNALE,DI CORROTTI E PARASSITI LE IDEE
    PULITE DEL DUCE, MAI MORIRANNO! FIDATEVI!

  • Sabatangelo 31 dicembre 2017

    Che piaccia o no Benito Mussolini rappresenta un importantissimo periodo dell’Italia che era padrona del suo destino. Non si deve banalizzarlo.