Anche Consob contro i vertici di Banca Etruria: così ci nascosero le criticità

giovedì 14 dicembre 15:32 - DI Paolo Lami

Hanno nascosto le criticità ai risparmiatori. E anche alla Consob. E, pur consapevoli della situazione, hanno raccolto 320 milioni di euro di risparmi sul mercato. E’ durissimo l’atto d’accusa dell’organismo di controllo del mercato finanziario italiano contro i vertici di Banca Etruria.

Di fronte ai membri della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, il vice Direttore Generale della Consob, Giuseppe D’Agostino, rincara la dose sulla Banca di papà Boschi. E sulle gravissime responsabilità dei vertici dell’Istituto come già aveva fatto qualche giorno fa Carmelo Barbagallo, capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria di Bankitalia.

Banca Etruria, rivela ora ai commissari parlamentari il Dg di Consob, D’Agostino, nel 2012-2013, «ha operato e sollecitato il pubblico risparmio attraverso offerte, in assenza di un quadro informativo corretto e completo circa la reale situazione di criticità in cui si trovava» e «le operazioni, per complessivi 320 milioni di euro, sono state effettuate tacendo le rilevanti criticità e anomalie, criticità di cui Etruria aveva avuto piena consapevolezza, anche a seguito delle indicazioni ricevute da Bankitalia, già da luglio 2012».
Un aspetto, questo, di cui la Consob ha saputo «solo nel maggio del 2016». Invece non emersero elementi «di rilievo» dall’analisi della Consob sull’andamento dei titoli di Banca Etruria che a fine 2013 persero il 15 per cento in 30 giorni.

«Solo nel maggio 2016, la Consob è venuta a conoscenza del fatto che Banca Etruria già nel luglio 2012 aveva piena consapevolezza dei rilevanti e pervasivi profili di criticità evidenziati dalla Banca d’Italia, a seguito degli accertamenti ispettivi conclusi nel primo quadrimestre 2010. Tali profili non sono mai stati portati a conoscenza della Consob, né del mercato. La lettera del 24 luglio 2012, inviata a Bpel da Banca d’Italia, è stata, infatti, acquisita da noi solo nel maggio 2016», ricostruisce Giuseppe D’Agostino.

«In buona sostanza – dettaglia ancora il vice Direttore Generale di Consob – Banca Etruria ha proceduto alla propria patrimonializzazione, senza mai dichiarare di essere in una situazione di grave criticità gestionale e patrimoniale, così come indicato dalla Vigilanza già nel luglio 2012. Veniva cioè omesso di indicare ai risparmiatori e alla Consob, che tutte le operazioni di patrimonializzazione erano necessarie per la sopravvivenza della Banca, affermando unicamente che si trattava di allineamento ai nuovi standard patrimoniali».

«Tale comportamento omissivo – accusa D’Agostino – è stato reiterato dalla banca anche nel dicembre 2013, in occasione della diffusione al mercato delle criticità evidenziate».

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