Condannato a 27 anni di galera per riciclaggio: Trump gli commuta la pena

Una pena esemplare… fin troppo, specie se comminata a un uomo incensurato, detenuto modello, padre di 10 figli, finito in cella non per un reato non violento, ma per una di quelle trasgressioni più di stampo fiscale che di matrice virulentemente criminale. E così, inflessibile ma anche ragionevole – checché ne dicano i suoi detrattori – il presidente Donald Trump non ci ha pensato su due volte e, debuttando in materia di concessioni, per la prima volta da quando è alla Casa Bianca si è avvalso della facoltà di commutare la pena di un detenuto.

Trump commuta la pena di un detenuto

Per l’esattezza quella di un imprenditore dell’industria della carne kosher dell’Iowa, Sholom Rubashkin, condannato a 27 anni di reclusione per riciclaggio. La decisione è stata presa su richiesta di numerosi membri del Congresso e di alti esponenti delle forze dell’ordine, secondo i quali si è trattato di una sentenza troppo dura per il 57enne padre di 10 figli, al suo primo, non violento, reato. E a dimostrazione dell’accordo praticamente plebiscitario sull’iniziativa, la Casa in Bianca in queste ore ore ha reso noto che la decisione finale è stata «incoraggiata da leader bipartisan appartenenti a tutto lo spettro politico». Rubashki, si legge allora sul sito di Politico, era stato condannato nel 2009 dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver presentato fatture false in banca per far apparire le finanze della sua Agriprocessors in migliore stato di quanto non fossero effettivamente e ottenere maggiori prestiti. Quasi trent’anni di galera per questo sarebbe stato davvero eccessivo…