Condanna definitiva per Lusi: l’ex tesoriere della Margherita rubò 25 milioni

La seconda sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Luigi Lusi. Ora che la condanna è definitiva, l’ex tesoriere della Margherita dovrà tornare in carcere, dove nel 2012 ha già passato alcuni mesi in custodia cautelare, prima di tornare libero nel maggio 2013. I suoi legali hanno fatto subito sapere che si costituirà.

L’ex tesoriere della Margherita deve tornare in carcere

I giudici della Cassazione hanno annullato soltanto la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, trasformandola in un’interdizione temporanea per 5 anni, più un anno di interdizione legale. L’ex senatore è stato riconosciuto responsabile dei reati di appropriazione indebita – relativa alla sottrazione di quasi 25 milioni di euro dalle casse del partito, oggi disciolto – e di calunnia ai danni dell’ex presidente della Margherita Francesco Rutelli.

Lusi era stato condannato a 7 anni

In appello, il 31 marzo 2016, Lusi era stato condannato a 7 anni di carcere, con un lieve sconto di pena rispetto al primo grado (quando gli erano stati inflitti 8 anni) dovuto alla prescrizione di alcuni episodi di reato. Nella sua requisitoria, durante l’udienza pubblica del 23 novembre scorso, il sostituto pg della Cassazione Alfredo Pompeo Viola aveva invece sollecitato una riduzione di pena per l’imputato (da 7 a 5 anni e 3 mesi) ritenendo prescritte anche altre imputazioni.

Rutelli esulta: “Giustizia è fatta”

«Giustizia è fatta: l’onestà e la determinazione hanno sconfitto il furto e le calunnie. La vittoria è completa, grazie alla confisca del maltolto che su nostra richiesta viene donato allo Stato». Questo il commento di Francesceo Rutelli. In una nota, la Margherita ricorda «di aver deliberato al momento dello scioglimento, di donare tutti i beni rivenienti dalla liquidazione allo Stato e ad oggi sono stati già devoluti 6,5 milioni di euro al Ministero delle Economia e delle Finanze ai quali si aggiungeranno tutte le somme che in sede civile verranno recuperate a seguito dell’odierna condanna definitiva dell’ex tesoriere. Già da oggi tutti i beni confiscati entrano nella disponibilità irrevocabile dello Stato».