Como, la sinistra s’inventa il “bivacco solidale” contro il sindaco di centrodestra

No ai bivacchi dei senzatetto nel centro di Como. Un’ordinanza del sindaco di centrodestra Mario Landriscina ha scatenato polemiche e recriminazioni: i volontari hanno dipinto il primo cittadino come un mostro di insensibilità perché i vigili hanno impedito loro di portare la colazione ai clochard sotto i portici eseguendo appunto gli ordini dell’amministrazione comunale.

Landriscina si difende facendo notare che l’ordinanza che vieta le questue e i bivacchi, cioè i mercati improvvisati con merce clandestina,  è il frutto delle richieste di intervento dei cittadini, stufi di essere molestati dai questuanti e stanchi appunto dei bivacchi che stravolgono il volto della città. Il sindaco non ha fatto altro che rispondere alle loro petizioni e alle loro continue sollecitazioni. Un problema di decoro, dunque. “Abbiamo lavorato per garantire un riparo a tutti i senzatetto in collaborazione con la Caritas – spiega il sindaco – abbiamo offerto un’alternativa ma purtroppo ci sono alcune situazioni complesse di sofferenza sociale che restano difficili da eliminare”.

La vicenda è subito diventata oggetto di strumentalizzazione, con annunciato “bivacco solidale” che si terrà sabato prossimo davanti all’ex chiesa di San Francesco. E domenica è stato organizzato un flash mob musicale in piazza Duomo, sotto lo slogan: «El purtava i scarp del tennis. No ai divieti, sì alla solidarietà» per far «sentire il cuore di Como».

Il vero problema però, oltre le polemiche interessate agitate dalle formazioni che sfruttano il business delle nuove povertà, è garantire un’esistenza dignitosa a clochard e migranti. E lo scopo non si raggiunge certo portando loro la colazione dopo che hanno dormito all’aperto con temperature sotto lo zero. Anziché organizzare bivacchi solidali allora sarebbe bene offrire soluzioni alternative.