Cadavere nella valigia trovato a Vercelli, i resti sono di una donna scomparsa nel 2016

In gergo si definisce “cold case” un giallo irrisolto derubricato senza soluzione, senza movente, senza vittima, senza arma del delitto. E allora, risponde in piena regola a tutti i requisiti del cold case, il mistero del cadavere rinvenuto in una valigia nei pressi di Vercelli, i cui resti occultati la suo interno sono stati identificati e, a quanto pare, ricondotti a un caso di scomparsa di oltre un anno fa.

Cadavere nella valigia, identificati i resti

Un giallo in piena regola, quello che si è presentato con il macabro ritrovamento agli investigatori piemontesi, con il rinvenimento casuale ad opera di alcuni cacciatori attirati dall’odore nauseabondo, di un cadavere rannicchiato in una valigia abbandonata, in avanzato stato di decomposizione. Dunque, sono stati identificati i resti umani contenuti nella valigia abbandonata in una strada vicina al casello di Santhià. Gli accertamenti tecnici condotti sul corpo rinvenuto lo scorso 4 novembre nelle campagne di Alice Castello hanno permesso di stabilire l’identità della vittima. Si tratta di una donna di 54 anni la cui scomparsa era stata denunciata dai famigliari il 16 ottobre 2016 e della quale non era stata più rinvenuta alcuna traccia. La donna, che viveva da sola nel piccolo centro della bassa vercellese, e che non svolgeva alcuna attività lavorativa, non diede più alcuna notizia di sé da quel giorno di ottobre, e le ricerche, diramate nell’immediatezza, risultarono tutte vane. Ora alla luce del ritrovamento di quel che resta della vittima, proseguono gli accertamenti scientifici condotti da parte del Ris Carabinieri di Parma e del medico legale, per verificare se sia ancora possibile ricavare ulteriori elementi, utili a far luce sulle cause della morte.

Cadavere nella valigia: nessuna traccia

Per le indagini gli investigatori sono partiti proprio da quella valigia buttata tra le sterpaglie di un boschetto isolato, nelle vicinanze di una strada che costeggia i campi della zona che si estendono su una vasta area del Vercellese, esattamente al confine tra la provincia di Vercelli e quella di Biella. E in quella valigia, neppure particolarmente nascosta, era stato rinchiuso, rannicchiato, un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Un mistero fitto e macabro: un caso, quello su cui sono al lavoro i carabinieri di Vercelli, che non offre il minimo appiglio a cui aggrapparsi per le indagini e che, al momento, può contare solo sull’identificazione dell’identità della vittima: una donna scomparsa un anno fa.  Per il resto, sembra che sui resti, non sarebbe evidente alcun segno di accoltellamento o di sparo e, per giunta, anche su chi può aver portato la valigia in quella zona non si riesce ad ipotizzare ancora nulla: chiunque sia, sapeva bene che quella zona, poco frequentata, è del tutto priva di telecamere che, allo stato dei fatti, avrebbero potuto essere molto utili alle indagini…