Caccia al fascista, ma la sinistra va alle urne con “coreani”, trozkisti e stelle a 5 punte

Agli italiani, anche grazie alla legge Fiano e alle esternazioni di Laura Boldrini, è stato fatto credere che l’emergenza democratica sia la recrudescenza del fascismo e la ricomparsa sulla scena politica di gruppi che si rifanno alla destra più o meno radicale. In pochi parlano però del ritorno, sulla ribalta politica, di cellule della sinistra estrema con slogan e nomi inquietanti, che richiamano misfatti e crimini del passato molto più gravi di quelli di cui viene accusato il Ventennio e i suoi nostalgici.

Perfino Repubblica, che si scatena da mesi nella caccia al neofascista, in un articolo sulle “altre sinistre al voto”, è costretta ad elencare un serie di sigle da far venire i brividi e che potremmo ritrovarci sulla scheda elettorale da qui a marzo, quando il Pd proverà a mettere insieme i cespugli al suo fianco per organizzare un’armata Brancaleone di governo passando per le urne “democratiche”. Non ci crederete, ma alle prossime Politiche potrebbe scendere in campo perfino un partito di sinistra di simpatizzanti del leader coreano Kim Jong-un, un possibile partito politico guidato dall’immancabile Marco Rizzo, comunista mai domo. Uno che qualche tempo fa, alla morte del padre dell’attuale dittatore coreano, ebbe a manifestare cordoglio e amarezza, perché “ Kim Jong-il era la guida della causa rivoluzionaria dell’idologia Juche e del partito, dell’esercito e del popolo della repubblica democratica popolare di Corea”.

Alle elezioni, però, potrebbero esserci anche i movimentisti di Potere al popolo, con tanto di simbolo con stella a 5 punte di triste memoria, fondata dal centro sociale napoletano dell’ex Opg-Je so’ pazzo, partito a cui ha aderito anche  Rifondazione comunista. Ma in campo potrebbe esserci anche il Pci di Oliviero Diliberto, la sigla di Sinistra anticapitalista di Turigliatto, Risorgimento socialistaPartito del sud, tutti insieme appassionatamente in un unico “zuppone”che riunisce No Tav, No Tap e No Muos e forse anche i “Dema” del sindaco di Napoli De Magistris. Tra i nomi dei papabili leader politici, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, Heidi Giuliani (mamma di Carlo) e Viola Carofalo, star dei centri sociali napoletani.

“Per una sinistra rivoluzionaria” è invece nome della lista e del simbolo che il Partito comunista dei lavoratori (Pcl) lancia assieme a Sinistra classe rivoluzione (Scr) alle prossime politiche: loro sono i neo-trozkisti, che alle ultime elezioni ottennero solo briciole. Ma si sa, la rivoluzione, anche in Itaia, non russa mai, soprattutto quando arrivano le elezioni…