Bufera su Apple: “rallenta” apposta i vecchi modelli di Iphone

Alla fine, anche la Apple ha dovuto “ammettere” quello che milioni di utenti in tutto il mondo hanno potuto sperimentare direttamente sui loro iphone. Se il melafonino comincia a rallentare, fa sapere il colosso di Cupertino, è per volontà della stessa Apple. «Il nostro obiettivo è offrire la migliore esperienza ai clienti, questo include la performance complessiva e il prolungamento della vita dei loro apparecchi», ha detto l’azienda fondata da Steve Jobs in una nota. In sostanza, all’incremento dell’età della batteria corrisponde un rallentamento del software per evitare il black out dello smartphone.

Iphone viene “rallentato” quando la batteria invecchia

«Le batterie agli ioni di litio perdono capacità di rispondere ai picchi di corrente quando sono al freddo, hanno poca carica o sono vecchie. Questo può portare all’inatteso spegnimento dell’apparecchio per proteggere i suoi componenti – ha proseguito la Apple – Lo scorso anno abbiamo rilasciato una funzionalità per iPhone 6, iPhone 6s e iPhone SE per limitare i picchi istantanei ai casi strettamente necessari, in modo da evitare lo dello spegnimento improvviso quando si verificano queste condizioni. Ora abbiamo esteso questa funzionalità all’iPhone 7 c con iOS 11.2 e abbiamo in programma fornire lo stesso strumento per altri prodotti in futuro».

Apple e l’obsolescenza programmata

Insomma, Apple ha optato per regolare (al ribasso) la velocità dei processori, man mano che la batteria si deteriora in modo da mantenere gli iPhone funzionanti. Questo per evitare, come già accaduto in passato, che il telefono si arresti senza preavviso. È la prima volta che Apple ammette di farlo. Ma la conseguenza indiretta è quella di costringere gli utenti (o a cambiare la batteria al costo di 89 euro) o a comprare un modello nuovo. Si chiama obsolescenza programmata. Rendere vecchio il prima possibile un prodotto per venderne un altro nuovo di zecca. Sempre che, alla lunga, questa strategia di marketing non ottenga l’effetto contrario.