Brexit, negoziati faticosi, ma Londra non ha alcuna intenzione di cedere

Theresa May ha pochi giorni, se non poche ore, per convincere il Democratic Unionist Party (Dup) a fare marcia indietro e salvare l’accordo che ieri sembrava raggiunto a Bruxelles. Il partito nordirlandese, che con i suoi 10 deputati a Westminster tiene in piedi il governo conservatore, ieri aveva opposto il suo veto alla formulazione con la quale Londra e Dublino avevano raggiunto un compromesso sulla questione del confine tra le due Irlande. Il tema è uno dei tre punti (gli altri sono i diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito e il cosiddetto conto del divorzio) necessari per far avanzare il negoziato con la Ue. La formula dell'”allineamento normativo” tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord, che di fatto garantirebbe una continuità doganale sull’isola, evitando il ripristino di barriere fisiche ai confini, non era gradito al Dup. Il partito di Arlene Foster contesta il fatto che in questo modo l’Irlanda del Nord verrebbe trattata, al momento della Brexit, in maniera diversa rispetto al resto del Regno Unito. Questioni poco comprensibili, per chi non conosce a fondo la sensibilità che il tema dell’appartenenza al Regno Unito ha per i nordirlandesi unionisti e di fede protestante. Con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker “abbiamo avuto un incontro costruttivo oggi: entrambe le parti hanno lavorato duramente, in buona fede. Abbiamo negoziato duramente e sono stati fatti molti progressi. Su molte questioni c’è un’intesa comune”. Lo ha detto il primo ministro britannico Theresa May, a Bruxelles al termine dell’incontro con Juncker, prima di vedere il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. “E’ chiaro che vogliamo fare progressi insieme, ma su un paio di questioni rimangono alcune differenze, che richiedono ulteriori negoziati e consultazioni, che continueranno. Ci ritroveremo ancora prima della fine della settimana e ho anch’io fiducia che arriveremo ad una conclusione positiva”, ha concluso la May. Londra e Bruxelles insomma sono sempre più vicine ad un accordo sulla prima fase del negoziato per la Brexit. Lo conferma anche il presidente del Consiglio europeo Tusk, dicendosi “incoraggiato dai progressi” fatti e riferendo che l’accordo sul confine irlandese, il “costo del divorzio” e i diritti dei cittadini è “sempre più vicino”. Per il presidente Juncker “abbiamo avvicinato le nostre posizioni di parecchio oggi, grazie al primo ministro britannico e alla volontà della Commissione europea di avere un accordo equo con la Gran Bretagna. Questo non è un fallimento, ma l’inizio dell’ultimissimo round e ho molta fiducia che raggiungeremo un accordo entro la fine della settimana”, ha concluso Juncker.