Bolkestein, Rampelli: il rinvio al 2020 è una nostra vittoria. Il Pd bara

mercoledì 20 dicembre 12:26 - di Redazione

«Vittoria. Prorogata al 2020 l’applicazione direttiva europea Bolkestein». Così, lapidario, al termine di una nottata di lavoro in commissione Bilancio della Camera, Fabio Rampelli affida a Facebook la soddisfazione per il rinvio del pastrocchio firmato Ue. «La decisione di rinviare l’entrata in vigore della Bolkenstein sugli ambulanti è una scelta che premia i nostri mesi di battaglia al fianco dei commercianti ambulanti accanto ai quali abbiamo lottato», spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia ricordano il sostegno ai loro presidi davanti a Montecitorio, l’ascolto e il rispetto delle richieste di una categoria già vessata che sarebbe stata messa in ginocchio dalla normativa che prevede l’istituzione di un bando europeo per l’utilizzo del suolo pubblico a fini commerciali. L’opposizione di Fratelli d’Italia alla normativa – che consentirebbe alle multinazionali straniere e alla grande distribuzione di presentare progetti (ovviamente più competitivi) e “mangiare” spazio vitale agli ambulanti italiani – ha sempre dovuto subire il no del Pd. Il partito di governo ha ripetutamente votato contro le nostre richieste di rinvio della Bolkestein o di esclusione degli ambulanti dalla normativa. Sempre. Fino a questa notte, quando in commissione Bilancio è stato approvato un emendamento del Pd per lo slittamento al 2020, identico a quello di Fratelli d’Italia.

Rampelli: sulla Bolkestein il Pd gioca sporco

«Gioco facile ora per il partito di maggioranza intestarsi la battaglia: giova ricordare che sono loro che hanno cambiato idea, perché ci sono le elezioni, e non noi che abbiamo da sempre sostenuto l’importanza di questa filiera economica». Insomma se ne riparlerà nel 2020,  probabilmente alla luce degli equilibri politici che emergeranno dalle  politiche di 4 marzo. «Ogni volta che abbiamo presentato provvedimenti nelle Finanziarie o mozioni per bloccare la Bolkestein, il Pd le ha bocciate», spiega il capogruppo di FdI a Montecitorio.

 

 

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