Berlusconi: «Ho un programma rock. Ecco l’identikit del governo»

«Pensiamo a una maggioranza nel Consiglio dei ministri non di politici di professione ma di protagonisti dell’impresa, delle professioni, dell’istruzione, degli alti gradi e del volontariato». Silvio Berlusconi, dai microfoni di Rai 105, traccia l’identikit del prossimo governo che dovrà poggiare su “cavalieri del lavoro” e comunque personaggi che non hanno mai fatto politica. L’ex premier continua rincorrere il modello società civile affossando i professionisti della politica. Qualche nome? Non li dico – risponde Berlusconi –  perché tutte le frecce andrebbero a colpire il personaggio che sta sotto il nome». Quanto al programma, prendendo a prestito la ormai celeberrima ripartizione di Adriano Celentano tra rock e lento, lo definisce «sufficientemente rock». Rimango in politica – aggiunge per responsabilità verso gli italiani. I Cinquestelle distruggerebbero il ceto medio con una tassazione insostenibile e taglierebbero anche le pensioni dignitose». Idee chiare anche sull’immigrazione: «La presenza dei migranti provoca una quasi inesistenza della nostra sicurezza. Sì ai poliziotti di quartiere e all’esercito in città come nell’operazione che io avevo per primo promosso “strade sicure”».

Berlusconi:  voglio un governo di cavalieri del lavoro

Sul fronte avversario, l’ex premier dice che non esistono più post-comunisti, «ci ha pensato Renzi a farli fuori» ma la situazione politica rimane grave». Infine uno sguardo alla Sicilia per la quale propone un nuovo Piano Marshall da 3 a 5 miliardi per farla risorgere. «In Sicilia non funziona nulla, ci sono autostrade che sono state progettate da anni ma ancora non ci sono appalti. Manca il ponte sullo stretto: il mio governo l’aveva progettato ma poi è arrivata la sinistra e ha pensato che, siccome avrebbe potuto portare il mio nome, non si poteva fare».