Banche, Ignazio Visco le prova tutte per autoassolversi: “In 120 anni…”

La Banca d’Italia aveva avvertito che il sistema creditizio ”stava subendo i contraccolpi di due forti recessioni in tre anni e che la qualità del credito stava peggiorando”. Non è quindi ”vero che avrebbe sempre detto che andava tutto bene, sottovalutando la situazione”. E’ questo il passaggio cruciale dell’audizione di Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche.

Banche, Ignazio Visco tenta di difendersi

A determinare l’evoluzione del sistema finanziario italiano non è stata una vigilanza disattenta ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro Paese. Visco tenta di allontanre da sé ogni critica sulle varie crisi bancarie. Anzi. ”Le conseguenze della doppia recessione sul sistema finanziario sarebbero state ben peggiori senza la nostra attività di supervisione”, ha proseguito ricordando come ”l’incidenza delle sofferenze nette sui prestiti sia rimasta su valori inferiori a quelli registrati alla metà degli anni novanta (4,8 per cento nel 2015, a fronte del 5,9 nel 1996), dopo una crisi economica molto meno grave di quella che abbiamo da poco superato”.

Altro passaggio cruciale: “La Banca d’Italia “non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento. Mai”, puntualizza il governatore di Bankitalia. “Voglio ricordare che i nostri ispettori svolgono la propria attività nella veste di pubblici ufficiali e che in oltre 120 anni di storia della Banca d’Italia non ci risulta vi sia mai stato un ispettore che nell’esercizio della propria funzione si sia reso colpevole di omessa vigilanza, o sia stato condannato per corruzione o concussione”.

Poi una precisazione. La Vigilanza della Banca d’Italia ”è tenuta al rispetto della legge, che osserva scrupolosamente. Non può intervenire sulla base di ipotesi non supportate da fatti accertati e da evidenze robuste. Se lo facesse, compirebbe atti di arbitrio ingiustificati, perseguibili per legge”. E’ la risposta del governatore Ignazio Visco alle accuse ”di avere evidenti e gravi responsabilità nella gestione e perfino nella genesi” nelle crisi delle banche. ”La Vigilanza non avrebbe operato – ha detto Visco riguardo alle accuse – per rilevare per tempo i problemi che potevano minare la stabilità di alcuni intermediari, non avrebbe agito con tempestività per riparare i danni, avrebbe gestito male le crisi accrescendone i costi per i risparmiatori e per lo Stato, non sarebbe intervenuta con la necessaria imparzialità. Non è così”.