Un ragazzo “normale” con lo stile del bullo, ecco il 15enne fermato per Arturo

A 13 anni portava il tirapugni appeso al collo. E la pistola stretta in pugno. Lo sguardo è fisso, quasi a sfidare chi lo guarderà sui Social. No, non è Gomorra. E lui non è Genny Savastano. No, quel ragazzo fermato ora a 15 anni e colpevole, secondo gli inquirenti, di aver fatto da palo il 18 dicembre scorso mentre i suoi complici della baby gang accoltellavano il 17enne Arturo in via Foria a Napoli, appartiene a una cosiddetta famiglia bene, una famiglia di gente incensurata e frequenta il liceo. Il profilo di un ragazzo apparentemente normale. Ma quel profilo non si concilia, invece, con il profilo che lui ha consegnato ai Social, a Facebook. Dove sembra voler mimare il personaggio di un film o di una serie televisiva sulla criminalità organizzata.

Le immagini di lui con la pistola in pugno e il tirapugni appeso al collo, quando lui aveva appena 13 anni, rinviano, inevitabilmente, a quelle di Robert De Niro-Travis nella scena cult di “Taxi driver. Così come quelle, in un’altra immagine, mentre fa il gesto di caricare l’arma. Sul profilo Facebook del 15enne fermato per il ferimento di Arturo, le foto di armi, tirapugni, tatuaggi e pose da duro sono intervallate da quelle di feste di compleanno, scatti in spiaggia e sorrisi con gli amici di sempre.

Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli che lo hanno fermato la mattina del 24 dicembre faticano a mettere insieme quelle immagini con la realtà di un ragazzino apparentemente normale cresciuto in una famiglia apparentemente normale. Nei giorni scorsi, durante l’interrogatorio di garanzia, il minorenne, sospettato dagli inquirenti di aver fatto da palo, ha respinto ogni accusa. E assistito dal suo avvocato, ha spiegato al magistrato che nel pomeriggio del 18 dicembre non era in via Foria ma a casa.

Resta, al momento, l’unico fermato finora nell’ambito delle indagini sull’accoltellamento del giovane Arturo, ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco e ora, finalmente, fuori pericolo. Arturo ha raccontato agli investigatori di essere stato aggredito da quattro ragazzi molto giovani che, dopo avergli chiesto l’ora, lo hanno invitato a seguirli aggredendolo dopo il suo rifiuto.

Due di loro lo hanno ripetutamente colpito a coltellate, mentre gli altri due fungevano da palo. Proseguono le indagini per identificare i componenti della baby gang, tra i quali vi sarebbe persino un giovanissimo, forse 12enne. La polizia ha diffuso le immagini degli impianti di videosorveglianza pubblica e privata dell’area al fine di raccogliere, da eventuali testimoni, informazioni utili allo sviluppo delle indagini. L’unica testimonianza utile è, al momento, quella di un commerciante che, dal suo negozio, ha assistito ad alcune fasi dell’aggressione violentissima.