Arbore svela: «La sinistra snobbava Totò, poi cercarono di accaparrarselo»

A Renzo Arbore manca tanto, tantissimo, la sua Mariangela Melato, il grande amore della sua vita, ma ha tanto da raccontare della sua carriera e dei suoi “mancamenti”, a cominciare dai grandi artisti con cui ha lavorato, Totò in primis. Lo showman foggiano ad Avvenire si è lasciato andare ad aneddotti e racconti, anche in chiave politica. A cominciare dalla Melato, assimilita per decenni alle compagne comuniste.

«Ma non era una femminista militante. La sua missione è stata quella di dare volto e voce a personaggi femminili coraggiosi. Quando le proposero Filumena Marturano non se la sentiva per via del napoletano: pensava che sarebbe stato un affronto troppo grande a Eduardo De Filippo. Poi però si convinse che non poteva rinunciare ad entrare nel corpo e nell’anima di una figura femminile così bella e potente».

L’altra passione, stavolta solo artistica, è stata quella per Totò, figura rivalutata dalla critica nel corso degli anni, come afferma lo stesso Renzo Arbore: «In realtà quando Totò era in vita gran parte della critica napoletana di sinistra era contraria alla sua comicità. Fondamentalmente era contraria perché era molto snob e invece Totò alla gente piaceva, eccome. Poi, però, a distanza di anni, quella stessa sinistra che tanto lo criticava decise di riappropriarsene abusivamente».