Altro che immigrati. Italiani disperati disposti a fare anche i lavapiatti

I giovani italiani, soprattutto quelli disoccupati, non sono più “bamboccioni”. Al contrario pur di lavorare accettano il Jobs act – anche se a malincuore – e sono disposti a rinunciare a qualche diritto e a fare i mestieri più umilianti come  quello di “sguattero” o lustrascarpe. Quasi il 70% si dice disponibile a lavorare sia a Natale che a Capodanno. Lo dice una ricerca che verrà pubblicata dal portale di marketing e analisi di mercato “Spot and web” su un campione di 1000 giovani di età fra i 18 e i 25 anni realizzato tramite questionari diffusi anche online. Pur di uscire dalla disoccupazione, sempre in base alla ricerca, i giovani sono pronti a fare lavori a Natale come lavapiatti 13 % parcheggiatore 9 % cameriere 17 % buttafuori 7 % baby Sitter 16 % barista 12 % badante 7 % Dog Sitter 8 % addetti al guardaroba 12 %  hostess 7 %.
Il Jobs Act non piace alla stragrande maggioranza dei  giovani disoccupati, ma solo il 15 % rifiuterebbe un posto di lavoro  perché non garantito dall’articolo 18. Il 35% si dice pronto ad accettare condizioni meno vantaggiose pur di uscire da una condizione i disoccupazione. Addirittura un corposo 20% ripristinerebbe anche i  voucher selvaggi’ pur di lavorare. Scontata quindi la disponibilità a  lavorare durante le feste. Anche se c’è qualche differenza. Il 25% ritiene che il giorno a cui  rinuncerebbero meno volentieri è Capodanno (comprensibile sono  giovani) , a seguire il Natale con il 17%. Terza posizione per la  vigilia con il 13% mentre a capodanno lavorerebbe malvolentieri solo il 5 %. Pochi problemi per l’Epifania. Solo il 2% vedrebbe come una  forzatura dover lavorare la festa della Befana.