All’addio a Matteoli l’omaggio degli avversari. Dal premier Gentiloni a Renzi (VIDEO)

La più vivida e concreta testimonianza della profonda capacità di ascolto e di rispetto delle posizioni altrui dimostrati da Altero Matteoli in decenni di vita politica sta anche nella interminabile processione di avversari parlamentari che ha profondamente segnato i diversi momenti dell’estremo saluto tributato al senatore azzurro prima alla camera ardente allestita nella sala Caduti di Nassirya a Palazzo Giustinani, dove tra i primi sono arrivati il presidente emerito Giorgio Napolitano, il premier Gentiloni, il suo predecessore Matteo Renzi. Esattamente come la sottosegretaria Boschi e il ministro Del Rio erano presenti nei primi banchi all’orazione funebre a Santa Maria sopra Minerva. Una verità verbalizzata e ribadita a chiare lettere, infine, nelle parole e nei ricordi resi in aula da colleghi e amici anche di diversa appartenenza partitica.

Matteoli, l’omaggio degli avversari da Gentiloni e Renzi

Un uomo delle istituzioni capace di declinare passione politica e ars diplomatica, sobrietà e concretezza, grazie a quei tratti di affabilità e cortesia che hanno sempre permesso a Matteoli di dialogare con amici e avversari. Per questo, oggi, davanti al feretro si sono avvicendati amici, leader, colleghi, estimatori e esponenti della sponda politica contrapposta, fino alle più alte cariche istituzionali: in un incrocio di simboli e cordate che ha mescolato e accomunato, in nome del rispetto, del dolore e della commozione, esponenti dei governi di centrosinistra e delle maggioranze di centrodestra. E allora, accanto al presidente del Senato Pietro Grasso, fra i primi ad arrivare alla camera ardente, significativa anche la presenza e l’attestato di stima del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha riconosciuto a Matteoli «la correttezza nei rapporti istituzionali» definendolo, convinto, «una bella persona». E ancora: come anticipato, anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il segretario del Pd Matteo Renzi, hanno voluto rendere omaggio in prima persona al senatore scomparso, testimoniando ai familiare la stima di cui godeva l’esponente azzurro deceduto nel tragico incidente stradale di lunedì scorso sull’Aurelia. Gentiloni e Renzi, incrociatisi all’ingresso di Palazzo Madama, hanno sostato qualche minuto in raccoglimento davanti alla bara e salutato i familiari: e, per una volta, nonostante il clima intriso di sospetti e di veleni che si respira a pieni polmoni in queste ultime settimane di vicende politiche e mediatiche, non ha sorpreso i presenti assistere a intensi colloqui tra esponenti di governo, maggioranza e opposizione; vedere il premier in carica parlare per diversi minuti con il capogruppo FI Paolo Romani, dopo essersi intrattenuto, così come ha fatto il capogruppo Pd Luigi Zanda, con il presidente del Senato Pietro Grasso e con il forzista e vice-presidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri. E non ha stupito nessuno neppure vedere Matteo Renzi, Gasparri e Romani alle prese con scambi e confronti informali; esponenti di realtà politiche diverse, provenienti da mondi differenti, accomunati dal cordoglio e dallo sgomento per la scomparsa improvvisa di un politico apprezzato e rispettato da tutti.