Alce Nero, capo Sioux cattolico, sarà Santo. Combattè a Little Big Horn

Un grande capo, ma anche un grande credente, cattolico convertito, dispensatore di fede e di carità nonché di scienza, vista la sua grande opera di guarigione da medico provetto e sciamano. Alce Nero, capo pellerossa dei Sioux morto nel 1950 nelle riserve indiane, potrebbe diventare Santo: l’iter è stato avviato nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale dei vescovi statunitensi che hanno espresso parere favorevole all’apertura della causa di beatificazione.

Da qui a qualche anno, Alce Nero potrebbe diventare san Nicholas Black Elk, san Nicola Alce Nero. Un Santo che da giovane si era fatto onore come guerriero, combattendo  a Little Big Horn contro il generale Custer e che era in prima linea nella terribile battaglia di Wounded Knee, dove fu testimone della strage di Sioux della tribù di Cavallo Pazzo.

Nato a Powder River il primo dicembre 1863 Alce Nero è stato un uomo di medicina presso gli Oglala, una tribù della famiglia Laa-Sioux. Nel 1887, a 24 anni, si recò in Inghilterra al seguito dello spettacolo circense di Buffalo Bill, “Wild West Show”.  Dopo la fine della tournée ritornò negli Stati Uniti. Nel 1890 combatté a Wounded Knee, dove rimase ferito in una battaglia nella quale gli indiani furono sconfitti. Nel 1892 Alce Nero si sposò con Katie War Bonnet. Successivamente la moglie si convertì al cattolicesimo, e i loro tre figli furono tutti battezzati come cattolici. Uno o due anni dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1903, anche Alce Nero fu battezzato col nome di Nicola Alce Nero e iniziò a prestare servizio come catechista e a servire messa. Morì nel 1950 e venne sepolto nel cimitero cattolico di Sant’Agnese a Manderson-White Horse Creek, Dakota del Sud.

Sulla vita da perfetto cristiano di Alce Nero la Congregazione si esprimerà presto, poi bisognerà cercare un suo miracolo per avviare beatificazione e santificazione. Ma il “treno” del Vaticano sembra ormai partito, lanciato verso le praterie mistiche dei Sioux…