Yemen, Riad e Washington accusano l’Iran di armare i ribelli houthi

I ribelli sciiti houthi tornano a minacciare attacchi contro gli aeroporti dell’Arabia Saudita e degli Emirati a tre giorni dall’abbattimento di un missile lanciato dallo Yemen nei cieli a nordest di Riad, nei pressi dello scalo. “Tutti gli aeroporti, i porti, i valichi di frontiera e le aree di qualche importanza dell’Arabia Saudita e degli Emirati saranno un obiettivo diretto delle nostre armi”, hanno dichiarato i ribelli yemeniti in una nota. Il governo saudita ha puntato il dito contro Teheran per il lancio del missile, definendo l’attacco un ”atto di guerra” e un'”aggressione militare”. L’Iran ha respinto le accuse arrivate da Riad, parlando di “insinuazioni false, distruttive, irresponsabili e soprattutto provocatorie”. La fornitura di missili da parte dell’Iran ai miliziani sciiti Houthi attivi in Yemen è infatti una “aggressione militare diretta” ai danni dell’Arabia Saudita. Lo afferma il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, che è anche vice premier e ministro della Difesa del regno. Mohammed bin Salman ha avuto nelle ultime ore un colloquio telefonico con il capo della diplomazia britannica, Boris Johnson. “Il coinvolgimento del regime iraniano nella fornitura di missili ai miliziani Houthi è considerato alla stregua di un’aggressione militare diretta da parte del regime iraniano e può essere considerato un atto di guerra contro il regno”, ha detto Mohammed bin Salman. E gli Stati Uniti chiedono che l’Onu prenda provvedimenti contro l’Iran per la fornitura di missili ai ribelli houthi in Yemen. In una dichiarazione, la rappresentante di Washington presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha riportato le accuse dell’Arabia Saudita, secondo la quale i ribelli houthi stanno impiegando missili di fabbricazione iraniana nel conflitto in corso nel Paese. Due di questi missili sono stati lanciati contro Riad. Il primo a luglio e il secondo lo scorso weekend. Sia Teheran che i ribelli houthi hanno negato le accuse saudite. La Haley ha sostenuto che le azioni iraniane violando due distinte risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e ha avvertito che gli Usa “non chiuderanno gli occhi davanti a queste gravi violazioni del diritto internazionale da parte del regime iraniano”.