Ventura prima promette le dimissioni e poi smentisce. È una questione di soldi?

Ci sono Carlo Ancelotti, Antonio Conte e Roberto Mancini in cima alle classifiche dei bookmaker internazionali per la successione a Gian Piero Ventura. Anche se l’attuale Ct della nazionale non ha ancora chiarito le sue intenzioni, infatti, la fine della sua esperienza sulla panchina azzurra è ormai scontata. Anche perché, come ha sottolineato il presidente del Coni Giovanni Malagò, è lo stesso contratto a non prevedere la conferma.

Ventura alle Iene: «Mi dimetto». Ma poi ci ripensa

«Le dimissioni di Ventura? Non credo che questo sia il punto. Se è vero che Ventura ha un contratto che sarebbe stato rinnovato nel momento in cui l’Italia sarebbe andata in Russia, di fatto di cosa stiamo parlando? Presumo ci sia ancora qualche mese, che si dimetta oggi o tra 20 giorni cambia poco», ha detto Malagò. Ventura dal canto suo, per ora, non appare intenzionato a fare il passo indietro. Subito dopo la sventurata partita Italia-Svezia aveva manifestato la volontà di restare. Raggiunto dalle Iene, sembrava avesse poi rivisto la sua posizione: l’inviato gli aveva chiesto di promettere che si sarebbe dimesso e lui, ripreso dalle telecamere, aveva risposto «sì». Il tempo, però, che la notizia iniziasse a circolare ed è arrivata la smentita del Ct, affidata a un sms inviato all’Ansa: «Non ho mai detto questo».

Una trattativa in corso

Il contratto di Ventura, in teoria, dura fino al 2020, ma è condizionato alla qualificazione per il mondiale. Dunque, ormai sarebbe nullo. Il problema, secondo gli osservatori, sarebbe economico: fino a giugno 2018 la Fgci deve comunque a Ventura 1,5 milioni di euro che, in assenza di un accordo, vanno tirati fuori. In ballo ci sarebbero ancora 700mila euro. Insomma, in queste ore si starebbe trattando da una parte e dall’altra e a questo sarebbero dovute le reticenze del Ct ad agevolare un destino che ormai è segnato. «C’è da valutare un’infinità di cose, parleremo con la Federazione, ci confronteremo e affronteremo la situazione», è stata del resto la risposta di Ventura alle prime domande sulle sue eventuali dimissioni.

Traballa anche la poltrona di Tavecchio

In molti, comunque, ritengono che ormai la faccenda sia questione di ore: mercoledì 15 si terrà in Fgci una riunione che dovrebbe mettere fine alla querelle. Non è previsto, invece, che si affronti il caso di Carlo Tavecchio, che pure rimbalza su tutti i tavoli che contano nello sport, e non solo. Malagò ha spiegato che «se fossi in lui, mi dimetterei», chiarendo però di non avere «strumenti procedurali» per commissariare la Fgci, mentre il ministro dello Sport, Luca Lotti, ha detto che sulle dimissioni «spetta a loro (Tavecchio, ma anche Ventura, ndr) prendere le decisioni», ma che è «importante cogliere questo momento per mettere a posto tutto il calcio italiano».