Turchia, le autorità vietano un festival di cinematografia omosessuale

Le autorità turche hanno vietato un festival di cinematografia omosessuale in lingua tedesca, il Pink Life QueerFest Four, che avrebbe dovuto tenersi ad Ankara in questi giorni, affermando che potrebbe scatenare sentimenti di odio o essere colpito da attacchi terroristici. Gli organizzatori hanno risposto che il bando ”ci priva dei nostri diritti costituzionali”. L’omosessualità non è illegale in Turchia, ma gli attivisti denunciano che l’omofobia è diffusa. In un comunicato, l’ufficio del governatore di Ankara ha sostenuto che il contenuto del festival ”potrebbe incitare risentimento e inimicizia verso una parte della società”. L’intelligence ha poi avvertito che ci sono ”organizzazioni terroristiche che stanno cercando di attaccare gruppi o individui dissidenti” e che la ”proiezione (di film a tematica omosessuale, ndr) potrebbe scatenare reazioni provocatorie”. Intanto non si ferma la repressione in Turchia: la polizia turca ha lanciato un’operazione per rintracciare 42 impiegati dell’Università di Marmara a Istanbul, accusati di aver avuto un ruolo nel tentato golpe del 15 luglio 2016 in Turchia. Lo riferisce una fonte della polizia turca a condizione di anonimato all’Anadolu. La fonte ha spiegato che finora sono stati arrestati 22 impiegati universitari nell’ambito dell’operazione. Sono sospettati di essere seguaci del predicatore islamico Fetullah Gulen, ritenuto da Ankara la mente del golpe. Dal tentato colpo di stato sono circa 50mila le persone arrestate in Turchia e 150mila quelle sospese dal lavoro o licenziate.