Trump va personalmente in Asia per disinnescare le tensioni nucleari

Donald Trump è partito per un lungo e impegnativo viaggio in Asia, che toccherà cinque paesi in undici giorni. La missione non solo metterà alla prova le capacità politiche, ma anche quelle fisiche del 71enne Trump: si tratta del viaggio più lungo mai intrapreso da un presidente americano dopo quello di George Bush padre nel 1991. Trump, partito questa mattina per la prima tappa a Honolulu, nelle Hawaii, arriverà domani in Giappone, poi proseguirà con tappe in Corea del Sud, Giappone e infine Vietnam e Filippine dove parteciperà a due summit regionali. I temi del viaggio, hanno spiegato alla stampa i consiglieri del presidente, sono la minaccia nordcoreana, una rivalutazione dei rapporti commerciali che Washington considera poco equi, e l’impegno per una regione dell’Indo-Pacifico “aperta e libera”. Una formula, quest’ultima, che indica il contenimento dell’espansione marittima cinese, ma che al momento appare ancora vaga nei contenuti. Il viaggio è molto atteso nella regione, dove ci si interroga se Trump intenda mantenere la forte presenza nel Pacifico che per decenni ha caratterizzato la politica americana e garantito un certo equilibrio. I segnali sono contrastanti, da una parte vi sono il ritiro dal trattato commerciale multilaterale della Trans-Pacific-partnership voluto da Barack Obama e la retorica contro le spese per la difesa dagli alleati, dall’altra ci sono le esibizioni di muscoli, anche via Twitter, sulla Corea del Nord. Nei confronti di Pyongyang, infatti, è ben chiara quale sia la strategia di Washington. Molti Paesi dell’area inoltre sono riluttanti a stringere patti commerciali bilaterali al posto del Tpp. E alcuni analisti notano che, davanti all’imprevidibilità americana, molti Paesi del sud est asiatico tendono ad avvicinarsi più a Pechino. Trump intende capitalizzare i buoni rapporti personali che afferma di aver costruito con il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente cinese Xi Jinping. Ma il presidente americano è indebolito dagli ultimi sviluppi del Russiagate, mentre i suoi partner sono usciti rafforzati dalle elezioni in Giappone e il Congresso del partito comunista in Cina. “Trump parte in Asia con un’agenda ambiziosa, ma poco da offrire”, titola il democratico antitrumpista New York Times. Il riferimento è soprattutto alla Cina, alla quale Trump chiede più impegno per contenere la Corea del Nord.