Trump e Putin d’accordo: insieme contro l’Isis fino alla vittoria

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump hanno approvato una dichiarazione congiunta sulla Siria durante un breve incontro a margine del vertice Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) in Vietnam, nel quale hanno accettato di continuare gli sforzi congiunti per combattere lo Stato Islamico fino a che non verrà sconfitto. Secondo il testo pubblicato dal Cremlino, e riportato dall’agenzia di stampa russa Sputnik, “i presidenti hanno accettato di mantenere i canali di comunicazione militari esistenti per garantire la sicurezza delle forze armate statunitensi e russe, nonché per prevenire incidenti pericolosi che coinvolgano le forze alleate che combattono il gruppo terroristico di Daesh“. Mosca e Washington hanno inoltre concordato che non esiste una soluzione militare al conflitto e hanno confermato che la soluzione politica finale al conflitto deve essere realizzata nel processo di Ginevra in base alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Infine i due leader hanno confermato il loro impegno per la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Siria e hanno invitato tutte le parti del conflitto siriano ad aderire al processo di pace di Ginevra. Il documento era stato preparato da squadre di tecnici dei due paesi e concordato dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e dal segretario di Stato Usa, Rex Tillerson. Secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov la dichiarazione è stata appositamente preparata per l’incontro a Da Nang, dove si sta svolgendo il vertice Apec. Inoltre si è appreso che il presidente Putin si è sentito “offeso” dalle accuse di interferenza russa nelle elezioni statunitensi del 2016. Lo ha dichiarato Donald Trump ai giornalisti, parlando del breve incontro avuto con il leader del Cremlino. “Mi ha ribadito di non essersi assolutamente immischiato nelle nostre elezioni. Potete chiederglielo ancora”, ha detto il capo della Casa Bianca, aggiungendo che Putin ha poi descritto le accuse di intromissione come “assurde”.