Trump, dal Vietnam l’ultimo monito a Kim: «L’Asia non può essere ostaggio di Pyongyang»

Sbarcato dall’Air Force One di Trump che lo ha portato dalla Cina in Vietnam, e smentito il faccia a faccia con Putin, Donald Trump – alla sua quarta tappa del viaggio in Asia – è stato il grande protagonista del summit dell’Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation), aperto oggi a Danang.

Trump, dal Vietnam l’ultimo monito a Kim

Un apertura dei lavori caratterizzata dall’incertezza circa un possibile incontro a latere tra Putin e il presidente americano, su cui è piombata poi la smentita della Casa Bianca di un mini-vertice bilaterale formale a margine dei lavori in Vietnam. Ripristinato l’ordine in agenda, quindi, e confermata la commemorazione con i veterani americani della guerra del Vietnam, in programma presso l’Hotel Hyatt Regency, il presidente americano è tornato ancora una volta a lanciare un monito contro la Corea del Nord, sostenendo come e argomentando perché l’Asia non può vivere sotto la minaccia del «dittatore» di Pyongyang. «Il futuro di questa regione e del suo meraviglioso popolo – ha esordito Trump – non può essere ostaggio delle contorte fantasie di conquista violenta di un dittatore e del ricatto nucleare», ha dichiarato senza troppe perifrasi diplomatiche il presidente americano da Danang, ribadendo con un incisivo intervento in materia di cooperazione internazionale la sua ferma posizione strategica (e difensiva) in ambito di politica estera. E tornando a lanciare – contestualmente – l’ultimo monito indirizzato a Kim jong-un e al suo entourage militare.